Tanti gli artisti in piazza a sostengo della causa, tra loro: Renato Zero, Daniele Silvestri, Max Gazzè, Fiorella Mannoia

Spiagge pronte a riaprire a maggio, previa vaccinazione dei bagnini. Musei che attendono il via libera in base al ‘colore’ della Regione; ristoratori preoccupati di dover aprire solo all’esterno (sono 116mila i locali senza dehors) e mondo dello spettacolo che torna in piazza, questa volta a Roma, per chiedere ristori certi.

Il cronoprogramma di aperture annunciato ieri dal premier Mario Draghi ha provocato, allo stesso tempo, sollievo e dubbi in base al settore coinvolto. Dopo il Duomo di Milano, oltre 1.300 bauli hanno invaso piazza del Popolo a Roma per il flash mob di ‘bauli in piazza’: i lavoratori del mondo dello spettacolo, vestiti di nero, in una sorta di segno di lutto delle professioni che rappresentano, con la mascherina dello stesso colore, hanno chiesto fondi e tutele dopo un anno di stop. Tanti gli artisti in piazza a sostengo della causa, tra loro: Renato Zero, Daniele Silvestri, Max Gazzè, Fiorella Mannoia, Emma Marrone, Alessandra Amoroso, Claudio Insinna. Gli obiettivi della manifestazione sono l’immediata istituzione di un fondo da erogare mensilmente a tutte le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo ed eventi, sia discontinui che partite iva, per il periodo gennaio-dicembre 2021; oltre a un immediato sostegno economico per le imprese della filiera. Gli organizzatori chiedono anche un tavolo interministeriale che, su parametri prestabiliti, imposti i modelli graduali di ripartenza del settore, con particolare riferimento alla previdenza e all’assistenza.

“La ripartenza degli spettacoli dal vivo arriva come una piacevolissima sorpresa, che non diamo per scontata. Ma per poter recuperare un anno di disoccupazione forzata ci vorrà ben altro, ci vorranno tanti investimenti, agevolare le sinergie, l’hanno fatto con gli infissi di casa, perchè non farlo con le realtà culturali?”, ha spiegato a LaPresse l’attore Alessandro Preziosi.Levata di scudi anche dal mondo della ristorazione, nonostante la possibilità di aprire i locali, in zona gialla, a partire dal 26 aprile. “Riaprire solo le attività che hanno i tavolini all’esterno, significa prolungare il lockdown per oltre 116mila pubblici esercizi. Il 46,6% dei bar e dei ristoranti della penisola non è dotato di spazi all’aperto e questa percentuale si impenna se pensiamo ai centri storici delle città nei quali vigono regole molto stringenti. Se questo è il momento del coraggio, che lo sia davvero”, lamentano da Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi.Soddisfatti invece i proprietari degli stabilimenti balneari che sono pronti a riaprire il 15 maggio, in linea con le nuove indicazioni del governo.

L’incognita maggiore riguarda i protocolli da seguire. “Se saranno confermati quelli dello scorso anni, siamo pronti a partire da subito. Se ci saranno modifiche, ovviamente dovremmo adeguarci”, spiega a LaPresse Stefano Gazzoli, presidente regionale dei balneari della Toscana di Confesercenti. “Ora bbiamo un riferimento su cui basarci per organizzare il lavoro e speriamo che sia una data definitiva”, rincara la dose Mauro Vanni, presidente della Legacoop dei Balneari di Rimini. “Abbiamo lavorato tutto l’inverno per preparare la riapertura e ci stiamo organizzando per accogliere nel miglior modo possibile gli ospiti anche per recuperare quello che l’anno scorso non abbiamo fatto”, aggiunge. Per tutti, da nord a sud, l’urgenza è anche quella di vaccinare il prima possibile il personale, soprattutto quello che si occupa di salvataggio, come i bagnini. “E’ chiaro che in questo momento la priorità va data alle persone fragili. Ma qualora ci siano i vaccini sufficienti i bagnini dovrebbero rientrare tra i soggetti prioritari a riceverlo: lo abbiamo già chiesto, come categoria e come sindacato, alla regione Toscana”, spiega a LaPresse Marco Daddio, presidente dei balneari di Lido di Camaiore, in Versilia

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