Eugenio Preatoni, presidente del Gruppo Domina: “Siamo curiosi di capire che strada prenderà la campagna per il passaporto vaccinale"

Quale è il futuro del turismo? Mentre l’Unione europea sta studiando un modo per riprendere a viaggiare all’interno dei suoi confini, tanto che è allo studio la proposta di un certificato digitale verde, una sorta di passaporto vaccinale che permetta di spostarsi in sicurezza, a Sharm El Sheikh Eugenio Preatoni, presidente del Gruppo Domina, ha organizzato il summit ‘Sharm chiama Italia’. Ha interpellato tutti i più importanti operatori del mercato del turismo italiano (che in questo momento di difficoltà hanno smesso di essere competitor e sono diventati partner) per un confronto e un approfondimento sulla reale opportunità di aprire il corridoio turistico Italia-Sharm El Sheikh.

“Siamo curiosi di capire che strada prenderà la campagna per il passaporto vaccinale che potrebbe essere una vera svolta – spiega Preatoni -, al di là delle misure di sicurezza che possiamo mettere in campo, c’è un problema psicologico della popolazione. Il turismo ripartirà come prima, forse più di prima. I viaggiatori però devono essere accompagnati da misure precauzionali che la situazione impone”.

Preatoni illustra le procedure per garantire il massimo della sicurezza prima della partenza, durante il volo, durante il soggiorno e prima di ripartire. “Creare le condizioni per viaggiare in modo sicuro è qualcosa che noi imprenditori abbiamo già fatto per ridurre al minimo il rischio contagi. Ecco le nostre linee: si dovrà fare un tampone PCR per clienti ed equipaggio entro le 72 ore precedenti alla partenza – spiega il presidente del Gruppo Domina – con aeromobile sanificato dopo ogni volo. Catering a bordo solo con prodotti confezionati, check-in dedicato con misurazione delle temperature, trasferimento aeroporto-aeromobile e viceversa al 50% della capacità, verifica del certificato PCR da parte dell’autorità del ministero della Salute egiziano, trasferimento da e per hotel con mezzi sanificati e al 50% della capacità. Prima del rientro tutti i passeggeri hanno diritto a effettuare un tampone PCR gratuito”. Tutti gli hotel devono seguire le procedure del ministero della Salute egiziano: “Premesso che nelle località turistiche del Mar Rosso la commissione del ministero della Salute egiziano ha certificato le procedure anti Covid sia per gli hotel sia per tutto il personale”.

All’interno del Domina Coral Bay c’è anche una clinica attrezzata che segue il protocollo del ministero della Salute, fornita di tamponi rapidi. “Una clinica – sottolinea Preatoni – che si può occupare di qualunque caso, qualora ci fossero dei casi di positività le persone verrebbero subito trasferite nei reparti di terapia intensiva che si trovano nell’ospedale di Sharm e che sono all’avanguardia e vuoti. C’è un grande pregiudizio nei confronti dell’Egitto, posso dire con assoluta certezza che al momento non c’è neanche una persona ricoverata in terapia intensiva. Forse è dovuto all’età media, che qui in Egitto è di 24 anni, e forse anche al clima, i casi rilevati ci dicono che i sintomi siano molto lievi”.

Fabio Brucini, console onorario di Sharm El Sheikh e uno dei più importanti armatori del Mar Rosso, spiega: “Considerato che nel 2019 sono state più di 500mila le presenze italiane a Sharm, per gli imprenditori è un passo avanti fondamentale per gettarsi alle spalle il brutto periodo che stiamo attraversando. È il nostro modo di dire che esistiamo. L’indotto del turismo, in entrata e in uscita dall’Italia, rappresenta una fetta fondamentale del nostro sistema produttivo. In questi anni abbiamo affrontato emergenze di ogni genere: attentati, squali, cambi di governo, aerei caduti, ma ora abbiamo toccato davvero il fondo, ogni giorno ricevo richieste di aiuto e sostegno. Ma, ne sono convinto, uniti ce la faremo a rialzarci”.

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