M5S e Pd contro Fontana, il governatore rivendica: "18 Regioni messe peggio di noi"

Un tira e molla che va avanti per ore, ma poi si arriva al dunque. La Lombardia passa già domenica in zona arancione. Lo prevede l’ordinanza del ministero della Salute, guidato da Roberto Speranza, che darà conto del cambiamento di colore. I nuovi dati forniti dalla Regione la farebbero, infatti, tornare in fascia di rischio inferiore rispetto al rosso. Succede dopo una polemica sull’asse Roma-Milano che fa perdere la pazienza al governatore, Attilio Fontana. “A Roma – sbotta – devono smetterla di calunniare la Lombardia per coprire le proprie mancanze”. Intanto, sono 1.969 i nuovi casi e 58 i morti, secondo il bollettino regionale.

Va in scena un botta e risposta fra l’Istituto superiore di sanità e l’amministrazione Fontana. La Regione Lombardia, nella settimana in corso, “ha modificato i dati relativi alla settimana precedente il 22 gennaio. La modifica – sottolinea una nota dell’Iss – ha riguardato in particolare il numero di pazienti sintomatici con infezione confermata sui quali si basa il calcolo dell’Rt. Questa variazione ha comportato la modifica della stima di Rt della settimana precedente”. Palazzo Lombardia fa muro: “Nessuna richiesta di rettifica, ma un necessario aggiornamento di un ‘campo del tracciato’, tracciato che quotidianamente viene inviato” all’Iss. “Azione, condivisa con l’Istituto superiore di sanità – si legge ancora – resasi necessaria a fronte di un’anomalia dell’algoritmo utilizzato dall’Iss per l’estrazione dei dati per il calcolo dell’Rt”, segnalata dagli uffici dell’assessorato al Welfare della Regione e “condivisa con Roma”.

“Attendiamo con fiducia notizie che potrebbero determinare il passaggio della nostra Regione in zona arancione”, spiega il governatore. “Per quanto riguarda la trasmissione dei dati, la Lombardia è sempre mandato dati puntuali, precisi e corretti”.

Non solo. “Errori dal ministero? Io non parlo di responsabilità”, ma “di valutazione più complessiva delle situazioni – chiarisce – che noi abbiamo voluto evidenziare”. Ma, nel contempo, il presidente rivendica un indice Rt medio di 0,82 la Regione Lombardia per la settimana che va dall’11 al 17 gennaio. “Sono ben 18 le Regioni messe peggio di noi”, rivendica. E ancora: “Il ricorso credo che abbia avuto il suo effetto. Avevamo evidenziato che c’era qualcosa che non funzionava”.

“Vorrei che tornassimo alla solidarietà, all’unità, alla leale collaborazione che ha caratterizzato il lavoro di questi mesi, anche in momenti difficili. A volte quando c’è un errore, fatto in totale buona fede, non c’è nulla di male ad ammetterlo. Succede nella pubblica amministrazione, poi ci si assume la responsabilità”, la replica di Roma affidata al ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Francesco Boccia. “La Lombardia andrà in zona arancione perché i dati sono migliori, ma quelli della settimana scorsa trasmessi e certificati avevano fatto scattare in automatico la zona rossa”.

Intanto a Milano dall’opposizione c’è chi grida allo scandalo. In Consiglio regionale, M5S e Pd chiedono che il presidente e l’assessora al Welfare, Letizia Moratti, riferiscano al Pirellone. E va all’attacco il viceministro allo Sviluppo economico, Stefano Buffagni: “La Regione Lombardia, dopo la correzione dei dati sull’Rt, ritorna zona arancione. Penso che quanto accaduto in questi giorni debba farci riflettere. Io penso alle partita Iva, ai nostri negozianti, ai professionisti, e a tutto il nostro comparto produttivo. Un errore come questo è costato caro proprio a queste categorie. Mi aspetto, sinceramente, che Fontana si scusi con i cittadini lombardi per quanto accaduto”. In Lombardia – rincara la dose il senatore dem, Alessandro Alfieri, “c’è bisogno di un governo forte e competente, e non è quello di Fontana, che sappia trasmettere i dati corretti sulla pandemia e aiuti la regione ad uscire dalle difficoltà”. Per Franco Mirabelli (Pd), ancora, “Fontana e la sua giunta sono arrivati al capolinea da tempo, ma stavolta non hanno davvero più scuse”. Quindi, la difesa del leader leghista, Matteo Salvini: “Se 10milioni di cittadini lombardi sono stati rinchiusi in casa per mesi in base a dati e valutazioni sbagliate del governo, saremmo di fronte a danni morali ed economici enormi”.

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