I piani italiani di immunizzazione rischiano di allungarsi in tempi indefiniti

Allarme rosso per i vaccini anti-Covid, con i piani italiani di immunizzazione che rischiano di allungarsi in tempi indefiniti. Mentre in Italia il Covid continua a mietere oltre 500 morti al giorno con la maggioranza del Paese in zona arancione per mitigare il contagio, è ancora polemica sui ritardi per le consegne dei sieri da parte di Pfizer.

Durante la riunione convocata con le Regioni, il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia sottolinea “l’urgenza di intraprendere azioni legali concordate” contro il colosso farmaceutico Usa “perché pretendiamo chiarezza e rispetto per il nostro Paese sugli accordi europei presi”. I richiami dei vaccini, evidenzia Boccia, saranno assicurati, anche grazie agli accordi di solidarietà tra Regioni, “Andiamo avanti uniti, pretendendo il rispetto degli impegni”, chiosa.

Pfizer già la scorsa settimana aveva annunciato problemi per la consegna a causa dei lavori nella sua sede di stoccaggio a Puurs, ma ora la situazione è peggiorata: sono arrivate solo 53mila dosi sulle 294mila previste, con altre 241mila attese solo entro domani. “Il ritardo di Pfizer è molto preoccupante. È stato comunicato tutto all’ultimo minuto, se si tratta di un ritardo di una sola settimana le conseguenze potrebbero non essere così gravi”, avvisa il direttore generale dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, Nicola Magrini. E se Pfizer ha assicurato che le consegne torneranno ad essere regolari già dal 25 gennaio, Magrini prova a dispensare una punta di ottimismo: “Lo possiamo definire un piccolo rallentamento. L’obiettivo è riuscire a marzo a vaccinare tutti gli ultra-ottantenni e i sanitari. Sono sicuro che ci riusciremo”. La situazione però rischia di sparigliare tutti i piani in Italia, con le Regioni che lanciano l’allarme: Così non possiamo rispettare le nostre tabelle di marcia.

“Abbiamo avuto comunicazione che le consegne previste per oggi del vaccino Pfizer pari a 32.760 dosi sono slittate alla giornata di domani. Verificheremo attentamente se verranno consegnate, ma questa modalità a singhiozzo crea numerosi problemi organizzativi a tutto il sistema”, protesta dal Lazio l’assessore alla Salute Alessio D’Amato, mentre dal Veneto il governatore Luca Zaia tende una mano a Pfizer: “Se volesse fare qualcosa in Veneto, la nostra regione c’è, anche con la finanziaria regionale, sempre nel limite delle pastoie burocratiche”.

L’Italia al momento corre su binari abbastanza veloci, con quasi 1,2 milioni di persone vaccinate e oltre 3mila che ricevuto la seconda dose. Il nostro Paese rimane al vertice europeo per numero di dosi somministrate, ma ora serve che Pfizer ritorni a consegnare nei tempi previsti e che Astrazeneca riceva il via libera dall’Ema, atteso per fine gennaio. Solo così potremo davvero avviare la fase di immunizzazione per tutti gli anziani nel Paese, i più fragili, grazie alle quasi 40milioni di provette già prenotate. Dopotutto la linea dell’Ue è stata ribadita oggi: la Commissione europea ha chiesto agli Stati membri di vaccinare entro marzo 2021 almeno l’80% delle persone di età superiore agli 80 anni e l’80% degli operatori sanitari e sociali in ogni Stato membro. E ancora: Vaccinare entro l’estate 2021 almeno il 70% della popolazione adulta. Al momento quasi un miraggio, ma con la produzione a regime di Moderna, Astrazeneca e Johnson & Johnson la lotta contro il Covid potrebbe davvero viaggiare su numeri diversi, non solo in Italia.

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