Per il commissario straordinario "l'Italia è il primo paese in Europa per dosi somministrate"

Vaccinare sei milioni di italiani “entro fine marzo”. Domenico Arcuri fissa il primo ambizioso obiettivo della campagna vaccinale. Un 10% della popolazione ovviamente lontano dal 70-80% necessario per l’immunità di gregge ma comunque un bel passo in avanti. “Prima c’era solo il buio, ora c’è anche la luce” il pensiero del commissario straordinario che sottolinea come l’Italia sia il primo paese in Ue per dosi di vaccino somministrate. A tal proposito Arcuri ribadisce che reperire le dosi necessarie non sarà un problema grazie agli accordi effettuati in sede Ue con Pfizer e Moderna aspettando che l’Ema, presumibilmente entro fine gennaio, dia il via libera anche al prodotto di AstraZeneca. Se non ci saranno intoppi “riusciremo a vaccinare tutti gli italiani che lo vorranno entro il prossimo autunno”. E dopo un inizio non omogeneo ora, sottolinea Arcuri, tutte le regioni si stanno mettendo “in ritmo facendo un lavoro soddisfacente”, compresa la Lombardia che non era partita benissimo. Per quanto riguarda l’obbligatorietà per raggiungere l’immunità di gregge, interviene il ministro Speranza: “Valuteremo i numeri nei prossimi giorni, ma dalle vaccinazioni c’è una risposta straordinaria e penso che arriveremo a risultati altissimi senza imporre obbligatorietà del vaccino“.

Dai territori però le richieste non mancano. “Oggi in tutte le aziende sanitarie si esauriscono le dosi consegnate alla nostra regione. Questa sera le aziende si fermano per mancanza di vaccini”, fa sapere il governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Uno stop, aggiunge con una nota polemica, frutto “di una distribuzione fatta in modo sperequato nei giorni scorsi”. Una sollecitazione che il commissario raccoglie senza voler soffiare sul fuoco del contraddittorio. “Ci dobbiamo complimentare con il governatore De Luca perché la campagna ha avuto un grande successo. Lui sa che domani ci sarà una nuova distribuzione di vaccini”, spiega chiedendosi invece cosa sarebbe successo se “un governatore avesse tenuto i vaccini ricevuti in un freezer senza averli somministrati”.

Intanto il covid-19, ammette Arcuri, “ha ripreso la sua recrudescenza” anche se non è “fuori controllo” e pertanto è necessario mantenere le misure restrittive e correre con i vaccini. I 600mila effettuati in dieci giorni rappresentano l’1% della popolazione italiana a cui è stata inoculata la prima dose. Nelle previsioni del commissario, prima di vedere un impatto della campagna vaccinale sull’epidemia occorrerà arrivare al 20-30%. Una strada ancora lunga da percorrere.

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