Da febbraio a dicembre, dai drammatici giorni di Codogno alla speranza del Vaccine Day. 11 mesi di un paese, come il resto del mondo, ostaggio del Covid. Oltre 2 milioni di contagi, 72 mila morti, quasi 25 mila solo in Lombardia. Questi i numeri del virus nel nostro paese fino ad oggi. Mai nel dopoguerra l’Italia aveva vissuto una stagione così buia, una emergenza generale così terribile. La cronaca, quella di tutti i giorni, dal paziente zero Mattia Maestri al vaccino distribuito in questi ultimi giorni di dicembre, LaPresse l’ha raccontata con i suoi redattori, i suoi videoreporter, i suoi fotografi. Un anno di poca luce e molte ombre, un 2020 drammatico dominato da una pandemia che ha seminato lutti in ogni dimora. La paura che arriva da oriente, il propagarsi del virus, il lockdown e le vittime, l’emergenza sanitaria e ospedaliera, il sacrificio del personale medico, le misure straordinarie, le flebili speranze, il tracollo economico, la perdita del lavoro, i ricoveri e i ristori, le difficoltà e le polemiche politiche, i cento DPCM, la scuola e la DAD, il disagio collettivo, le proteste e i surreali negazionismi, la ricerca, il contenimento, lo sviluppo del vaccino, e quindi la speranza e la comparsa di una luce in fondo a un tunnel lungo un anno. Abbiamo cercato di raccontare i fatti con accuratezza, affidabilità, rapidità. Con l’onestà e la resilienza che il mestiere di un’Agenzia Stampa richiede, con la consapevolezza che in questi mesi più che mai si trattasse non solamente di un servizio ma di un dovere sociale.
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