Nelle ultime 24 ore sono 182.100 i tamponi processati, calano le terapie intensive

Aumentano i tamponi e tornano a salire i casi di coronavirus in Italia. In aumento anche i morti, mentre calano i ricoveri anche in terapia intensiva ed è quasi in parità il numero degli attuali positivi (779.945) e quello dei guariti e dimessi (784.595). Sono 19.350 i nuovi contagi, 182.100 i tamponi e 785 i morti nelle ultime 24 ore. “Rispetto a due settimane fa la situazione è in miglioramento, ma non vuol dire tranquilla. Purtroppo non va bene il numero dei decessi, è alto”, segnala il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza.

Il tasso di positività calo di quasi due punti in un giorno e passa dal 12,5 al 10,6 percento. E buone notizie arrivano dagli ospedali. Sono 81 in meno rispetto a lunedì i pazienti in terapia intensiva positivi per un totale di 3.663 posti letto occupati. E tornano a calare i ricoveri in area non critica: 376 in meno, con 32.811 letti pieni.La Lombardia torna ad essere la regione con più casi giornalieri, 4.048, davanti al Veneto con 2.535 e al Lazio con 1.669 nuovi positivi. Fra le province lombarde, non è Milano quella con più contagi nelle ultime 24 ore, perché Varese (1.036) e Como (893) vanno oltre la quota di 885 dell’hinterland meneghino. E scatta l’allarme in provincia di Como. Tre bambini, di 5, 3 e 2 anni, sono stati ricoverati all’ospedale Sant’Anna di Como con sindrome di Kawasaki potenzialmente correlata al Covid-19. Due di loro – sottolinea l’Asst Lariana – si trovano nelle terapie intensive pediatriche di Bergamo, ospedale Papa Giovanni XXIII, e di Milano, ospedale Buzzi, visto l’interessamento infiammatorio del tessuto del cuore. Il terzo bimbo è ricoverato al Sant’Anna per accertamenti.

Ancora, entrando nel dettaglio dei dati nazionali, il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, lancia un appello: “Dobbiamo scendere significativamente, altrimenti diventa molto difficile controllare. L’obiettivo è passare dalla fase di mitigazione a quella di contenimento”. “Cosa saremo a Natale dipenderà da come cambia la curva: se scende e quanto scende rapidamente”, il pensiero del numero uno dell’Iss. A proposito, invece, dei casi di reinfezione Rezza parla di “un fenomeno che esiste, ma sembra essere estremamente raro”.

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