Oggi seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Chiudere la partita del nuovo Dpcm entro 48 ore. L’obiettivo del premier, Giuseppe Conte, è chiaro ma resta ancora lo scoglio delle Regioni da superare. Perché tra le misure proposte per il nuovo decreto per il contenimento dei contagi da Coronavirus ce ne sono alcune che agli enti locali proprio non vanno giù. E ne discuteranno oggi pomeriggio in una seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Al centro del dibattito ci sarà sicuramente il tema più scottante: la scuola. Perché il fronte è quasi compatto nel chiedere di riaprire le classi in presenza dopo le festività natalizie, a partire dal 7 gennaio e non dalla metà di dicembre, come vorrebbe invece la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che in questo ‘braccio di ferro’ trova sponde nel suo partito, il Movimento 5 Stelle, ma anche da Italia viva.

Tra le proposte che verranno portate al tavolo di confronto con l’esecutivo, inoltre, ci sarà anche quella studiata dal governatore della Liguria, Giovanni Toti. “Forse potremmo inserire anche un’area Bianca, oltre a quelle Gialla, Rossa e Arancione, dove ci sono ulteriori libertà per i cittadini”, spiega in un video su Facebook. L’idea di base è concedere, ad esempio, “ai ristoranti di restare aperti la sera fino a una certa ora, così come anche pasticcerie e bar”, oltre ad altre “piccole libertà” che consentano di trascorrere il periodo del Natale con meno restrizioni. Perché rappresenta “un pezzo importante della nostre vite, da quella sociale all’economia”, sottolinea Toti. Che suggerisce di rimandare eventuali misure di contenimento più stringenti a gennaio, “se ci dovranno essere”.

L’idea, però, riceve una prima risposta negativa dal mondo scientifico. Perché il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, vede “fino a dopo il periodo natalizio” “troppi rischi per ulteriori abbassamenti” della guardia. L’esperto, infatti, traccia una linea dei contagi sotto quale la cinghia si può allentare: “In tre o quattro settimane potremmo scendere a 6-7mila casi al giorno, un numero che consente di fare contact tracing contribuendo a impedire la propagazione incontrollata del virus”. Ma fino a quando non saremo a quel livello, difficilmente arriveranno grandi novità per gli italiani.

Che a Natale, dunque, dovranno prepararsi al coprifuoco nazionale delle 22, nonché al divieto di spostamento tra regioni, se non in casi particolari, come il ricongiungimento con i genitori soli, ‘affetti stabili’ e gli studenti fuori sede. Anche sulla Messa natalizia difficilmente ci potranno essere deroghe, così come le forti raccomandazioni sul numero di commensali non dovrebbe cambiare. In poche parole, il 2020 si conferma fino all’ultimo un anno… ‘indimenticabile’.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata