L'avvertimento di Speranza: "Se non invertiamo la curva, il nostro servizio sanitario tra poco sarà in crisi"

Mentre sale l'emergenza Covid, non accenna a scendere la tensione Governo-Regioni: tra chi invoca misure più severe e chi ne vuole di più dolci, sono tanti gli amministratori scontenti della gestione dell'epidemia da parte dell'esecutivo.

Il ministro della Salute Roberto Speranza chiede unità d'intenti e impegno dei singoli perché, sottolinea, le misure porteranno ad un abbassamento della curva, ma "deve essere chiaro che a fare la differenza sono i comportamenti individuali".

"Abbiamo bisogno che torni lo spirito di consapevolezza di marzo – aggiunge intervistato a 'Mezz'ora in più' su Rai3 -. Se non invertiamo la curva, il nostro servizio sanitario tra poco sarà in crisi".

Da Napoli, dopo le immagini delle code davanti agli ospedali e le polemiche per il lungomare affollato di gente a passeggio, arriva la risposta del sindaco Luigi De Magistris con un post infuocato: "Se la situazione degli ospedali è drammatica, vuol dire che probabilmente chi ha dichiarato zona gialla ha sbagliato".

E ancora: "Sentire il presidente della Regione annunciare il lockdown ormai quasi un mese fa quando la situazione era anche meno drammatica ed ascoltare il professor Ricciardi, consulente del Ministro della salute, auspicare subito il lockdown a Napoli, mi induce a chiedere 'ma a chi aspettate allora?'" De Magistris scrive anche di dati epidemiologici, "non attuali ne' corretti", alimentando la polemica del caos numeri che da più parti imperversa, e sulla quale il ministro Speranza è netto: se i dati di alcune Regioni fossero volutamente falsati "sarebbe un reato grave".

Mentre prosegue la prima settimana di Italia divisa in zone di rischio Covid, da Nord a Sud, arrivano a Roma lettere di amministratori che pretendono misure diverse, anche se l'esecutivo ribadisce che i dati dell'emergenza Covid sono pubblici e il percorso che ha portato alle fasce di rischio è stato interamente condiviso con i rappresentanti della Conferenza delle Regioni.

Dalla Liguria il presidente Giovanni Toti si dice d'accordo con la divisione in aree di rischio e aggiunge: "I dati sono giusti ma non esaustivi della realtà che viviamo, perché cambiano di ora in ora". "Sono disponibile a discutere di cambiamenti di fascia della Regione", purché si tenga conto "delle esigenze di salute e anche di quelle dell'economia".

Restano però tanti gli amministratori che spingono per misure più severe o le attuano, come nel caso della Puglia, contro le cui scuole chiuse annuncia provvedimenti il ministero dell'Istruzione.

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