La Lazio si schiera dalla parte degli arbitri dopo il durissimo sfogo del tecnico Maurizio Sarri al termine del match perso contro l’Inter. I biancocelesti sono stati sconfitti per 2-0, primo k.o. dei biancocelesti dopo sei risultati utili consecutivi.
Cosa ha detto Sarri nel post partita
Dopo avere riconosciuto la superiorità dell’Inter (“Il gap tecnico con l’Inter è enorme, ma c’è una componente caratteriale di cui sono contento, poteva essere una disfatta e invece siamo rimasti in partita”), Sarri non ha usato giri di parole parlando della direzione di gara dell’arbitro Gianluca Manganiello: “Io ero nervoso per un semplice motivo. Non è stato ammonito Lautaro su un fallo su Zaccagni e l’arbitro ha fatto uscire Zaccagni senza farlo rientrare. Si incazzava pure Padre Pio lì. L’arbitro non ha inciso sul risultato, l’Inter ha fatto meglio e avrebbe vinto comunque. Penso sia l’ora di noleggiare gli arbitri all’estero perché non ne vedo più all’altezza, sicuramente non lo ero quello di stasera”.
Il tecnico ha poi aggiunto: “Guendouzi nervoso? Non lo ricordo più nervoso di un paio di anni fa, mi sembra sia sugli stessi livelli, gioca sui nervi e va bene così. Nel derby ha preso un’espulsione stupida, da lì il suo atteggiamento è cambiato. Mi sembra che riesca a contenersi maggiormente. Noi nelle ultime partite siamo la squadra che ha preso meno ammonizioni e siamo terzi nelle classifica globale a livello di sanzioni. La mentalità si sta raddrizzando”.
La Lazio: “L’arbitro non ha influenzato il match”
Le parole di Sarri ovviamente non sono passate inosservate, in particolar modo quelle riferite all’operato arbitrale. Tanto che oggi la Lazio ha sentito la necessità di tornare sulle sue dichiarazioni con una precisazione: “Come lo stesso allenatore ha successivamente chiarito, il lavoro dell’arbitro non ha in alcun modo influenzato l’andamento della partita né il risultato finale. Le considerazioni espresse a caldo vanno lette nel contesto immediatamente successivo alla gara, dopo momenti di comprensibile tensione sportiva”.
In un periodo di “grande cambio generazionale all’interno della classe arbitrale – ha spiegato il club biancoceleste – è fondamentale che questo processo venga accompagnato e sostenuto con equilibrio, valorizzando la formazione e la crescita dei giovani arbitri”.
Zappi (Aia) ha accolto “favorevolmente” il comunicato della Lazio
Il presidente dell’Aia, Antonio Zappi – secondo quanto appreso da LaPresse da fonti Aia – ha “accolto favorevolmente” il comunicato della Lazio con cui la società si dissocia dalle parole di Sarri. Il presidente Zappi ha partecipato tra l’altro oggi ad un incontro tra il mondo arbitrale, la Figc, la Lega Serie A e i club della massima serie, in cui era presente anche il presidente biancoceleste, Claudio Lotito.
Il confronto Lega Serie A-Figc sugli arbitri
Quella innescata da Sarri è solo l’ultima di una lunga serie di polemiche arbitrali che hanno fatto da sfondo alle prime giornate di campionato. Il tema sarà affrontato nell’incontro di questa mattina tra i vertici della Figc e della Lega Serie A, nell’ambito di un più ampio progetto per migliorare il dialogo tra la classe arbitrale e i club. “Nella mattinata di oggi, il confronto organizzato da Figc e Lega Serie A rappresenterà l’occasione più opportuna per esaminare con serenità quanto stiamo vivendo, in un momento di confronto e riflessione che coinvolge tutto il movimento calcistico, con l’obiettivo comune di far crescere ulteriormente il livello del nostro calcio e di tutte le sue componenti”, ha aggiunto la Lazio nel suo comunicato.
📝 Comunicato ufficiale
— S.S.Lazio (@OfficialSSLazio) November 10, 2025
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Intanto, la sconfitta subita contro l’Inter ha fatto perdere terreno alla squadra di Sarri nella corsa per le prime posizioni in classifica. I biancocelesti sono a quota 15 punti, a 9 lunghezze dai cugini della Roma e dall’Inter che condividono la vetta e a -7 dalle prime inseguitrici Milan e Napoli. Dopo la pausa delle nazionali, la Lazio in campionato tornerà in campo il 23 novembre all’Olimpico contro il Lecce con l’obiettivo di riprendere il cammino verso posizioni di classifica più nobili.

