E' anche alla guida del collegio sindacale della Sisal, succede a Lorenzo Casini

Ezio Maria Simonelli è il nuovo presidente della Lega calcio Serie A, succedendo a Lorenzo Casini che ha deciso di non ricandidarsi alla guida dell’organismo che raccoglie l’elite del calcio italiano, regolandone l’attività sportiva ed economica, in particolare quella legata ai diritti tv. Maceratese, classe 1958, nel 1980 si è laureato in economia e commercio all’università di Perugia. Trapiantato a Milano, nel suo ruolo di commercialista ha collaborato con Silvio Berlusconi, entrando a far parte – tra l’altro – della galassia di società che ruotavano attorno all’ex premier. E’, infatti, membro dei collegi sindacali, tra gli altri, di Mondadori e Mediaset.

E’ anche presidente – si legge nella sua bio pubblicata da Mondadori – del collegio sindacale del gruppo Sisal, la più importante società italiana nel campo delle scommesse. Possibile, se non probabile, che allora la sua ascesa alla presidenza della Lega possa riaprire il dibattito sulla sponsorizzazione dei club da parte di società di scommesse, vietata dal decreto Dignità del 2018, fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle e varato durante la sua esperienza di governo con la Lega (il primo esecutivo guidato da Giuseppe Conte).

“Nel pieno rispetto dell’autonomia dello sport, auspichiamo una nomina scevra da qualsiasi forma di conflitto di interessi, anche solo ipotetici. Dopodiché, una cosa deve essere chiara: il Movimento 5 Stelle si oppone fermamente al ritorno di azzardopoli nel calcio attraverso il superamento del divieto di sponsorizzazione delle agenzie di scommesse, introdotto dal decreto Dignità”, ha infatti avvertito il capogruppo M5S in commissione cultura al Senato Luca Pirondini.

Della Lega Serie A, Simonelli è già stato reggente, mentre ha tentato la corsa alla presidenza di quella di Serie B tre anni fa, uscendo sconfitto. In suo favore si espressero solo due elettori, mentre in 16 optarono per la conferma di Mauro Balata. La Lega che eredita Simonelli da Casini peserà di più in seno al Consiglio federale della Figc, dopo l’approvazione del nuovo statuto che consegna a via Rosellini un consigliere in più (da 3 a 4) e il 30% del peso elettorale. La prossima sfida, anche in vista delle elezioni federali del 3 febbraio 2025, sarà unire una Lega che si è mostrata spaccata in molti degli ultimi momenti cruciali del dibattito politico sportivo. Non ultimo, proprio il nome che la Lega intenderà appoggiare nella corsa alla guida della Federcalcio nel prossimo quadriennio olimpico.

 

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