Le carte dell'inchiesta di Milano sono arrivati negli uffici federali, ora si valuteranno eventuali profili di responsabilità di tesserati o società

La Procura federale della Figc ha aperto un’inchiesta dopo l’arrivo in Federazione degli atti della procura di Milano sull’inchiesta che ha portato agli arresti di numerosi esponenti di vertice dei gruppi ultras di Milan e Inter. Secondo quanto apprende LaPresse da fonti federali, il procuratore federale Giuseppe Chinè aveva chiesto gli atti ai pm milanesi il primo ottobre, e gli atti sono arrivati questa mattina, mercoledì, presso gli uffici federali di via Campania a Roma. La giustizia sportiva avrà il ruolo quindi di valutare eventuali profili disciplinari in caso di coinvolgimento nell’inchiesta di tesserati o società.

Le parole del ministro Abodi

Il ministro per lo Sport, Andrea Abodi, a margine di un evento a Roma, in mattinata aveva detto: “Non mi aspetto sanzioni, ma che vengano valutati i fatti per come sono emersi“, specificando anche che “le norme federali ci sono”. In una successiva dichiarazione, ha poi precisato: “In merito all’inchiesta di Milano sulle curve di Milan e Inter, tengo a specificare che il ‘non mi aspetto sanzioni’ è riferito al fatto che sarà la giustizia ordinaria e sportiva, nella differenza dei ruoli e degli ordinamenti, a valutare i fatti emersi e quindi, eventualmente, a emettere provvedimenti e sentenze e a comminare sanzioni. Ribadisco che le norme federali prevedono che non ci siano rapporti impropri tra tesserati e tifosi, figuriamoci con i delinquenti. Le norme federali, come quelle dello Stato, si applicano sempre, ovunque e per tutti”. 

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