All'89 Golla trova il modo di pareggiare e spezza la gioia dei Viola
Una Viola a due facce, coraggiosa ma disattenta getta via una vittoria sofferta in rimonta rimandando alla sfida in Ungheria tra una settimana l’accesso al girone unico di Conference League. Ancora una volta una rete nel finale spezza la gioia alla Fiorentina, reduce in Europa dalla seconda sconfitta consecutiva in finale in questo torneo dove punta a riprendersi le sue rivincite. Sotto di due reti contro i magiari del Puksas Akademia dopo appena 11′, la squadra di Palladino, tecnico al suo debutto in campo europeo, trova la forza con la qualità dei suoi interpreti e la grinta di accorciare, raggiungere e sorpassare i rivali ma proprio ad un minuto dalla fine dei 90′ rovina l’impresa facendosi raggiungere sul 3-3. Una occasione persa che deve suonare come un campanello d’allarme: la squadra ha patito la miglior forma fisica degli ungheresi che hanno però alla lunga subito la miglior qualità dei Viola. Ma per superare l’ostacolo e non avere cattive sorprese tra sette giorni servirà dell’altra, quantomeno una Fiorentina molto meno distratta e più aggressiva, e costante nell’applicazione in tutte le fasi del match. Vanno a segno Sottil, Martinez Quarta e il neo acqyuisto Kean con De Gea che si esalta in un paio di parate importanti, tutti segnali di una squadra che ampie potenzialità di crescita.
Ma al ‘Franchi’, ridimensionato nella capienza per i lavori nella Fiesole, per battere il Puksas non è bastato Inizio choc per la Viola che dopo 11′ è sotto di due reti. Kayode su un disimpegno, prima procura il fallo da rigore su Nagy che lo stesso attaccante ungherese realizza di precisione, e poi sbaglia un facile passaggio a centrcampo che facilita il recupero palla degli ospiti rapidi nel trovare gli spazi giusti per calciare e raddoppiare con Soisalo. Un uno-due he ammutolisce il ‘Franchi’. La Fiorentina ci mette diversi minuti per trovare ritmo e provare a mettere pressione agli ungheresi che si sono ritrovati subito con un match in piena discesa. La squadra di Palladino fatica a costruire azioni pericolose, troppi gi passaggi non precisi che facilitano il recupero palla del Puskas che prova a far scorrere i minuti per rallentare il gioco.
Nel finale la Viola si risveglia e ripare il match: dopo un incrocio dei pali al 42′ di Bianco arriva la rete di Sottil all’ultimo minuto di recupero con un destro chirurgico che riaccende le speranze. Nella ripresa si suona tutt’altra musica. Fuori Kayode e Beltran, dentro Dodò e Kean e la Fiorentina, in fiducia, aumenta i giri del motore, alza il ritmo gara, sfruttando la qualità dei suoi interpreti con cui mette in continua difficoltà la retroguardia ungherese che si limita solo a respingere gli assalti. Al 67′ Martinez Quarta firma l’aggancio e Kean al 75′ il sorpasso meritato di una Viola che non si è fatta prendere dall’ansia. Ma la disattenzione ancora una volta lascia il segno. All’89 Golla trova il modo di pareggiare e di lasciare tutto ancora aperto.
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