Doppietta di Kane: ora la sfida a Wembley contro la Danimarca

Da Wembley all’Olimpico e ritorno. L’Inghilterra davanti a circa 12mila spettatori, di cui tremila britannici fedeli a Sua Maestà riusciti a raggiungere Roma nonostante restrizioni e divieti per la variante Delta, strapazza l’Ucraina per 4-0 e conquista l’accesso alle semifinali, traguardo che manca dal 1996. Una doppietta di Kane, impreziosita dalle reti di Maguire ed Henderson permettono alla formazione del ct Southgate, l’uomo del destino che sbagliò il penalty 25 anni fa contro la Germania, di tornare tra le prime quattro d’Europa e sfidare mercoledì prossimo la sorprendente Danimraca nella pancia del proprio stadio. Dopo un primo tempo in cui l’Ucraina era riuscita a restare aggrappata alla partita nonostante il gol a freddo subito al 4′ da Kane su un assist spettacolare di Sterling, nella ripresa la squadra di Shevchenko si è sciolta subendo due reti nei primi cinque minuti per poi scollarsi, farsi travolgere dalla qualità degli inglesi. L’Inghilterra ha mostrato ancora una volta una grande solidità in tutti i reparti confermando di avere una difesa imperforabile. Non proprio un dettaglio per una squadra che in questo torneo ha mostrato un costante livello di crescita. Per gli ucraini la soddisfazione di essere arrivati ai quarti, risultati mai raggiunto nella sua storia

Il ct inglese Southgate schiera Sancho sulla trequarti con Mount e Sterling alle spalle di Kane mentre Foden, Saka e Grealish partono dalla panchina. Nell’Ucraina Shevchenko cambia tutto, rinuncia a Malinovskyi e si affida in avanti al tandem Yarmolenko-Yaremchuk.

Al primo affondo l’Inghilterra va subito in rete grazie ad una invenzione del solito Sterling. Ottima la sua intuizione per l’assist a Kane che partito in posizione regolare è abile in spaccata ad anticipare l’uscita di Bushchan. Non poteva esserci inizio migliore per la formazione di Southgate che gestisce il gioco con ordine, attenta in difesa per evitare di farsi sorprendere dai tentativi di reazione degli ucraini. La scossa prova a darla Shaparenko con un calcio piazzata all’altezza della trequarti senza efficacia e pochi minuti dopo Yarenchunk che approfitta di una leggerezza in fase di costruzione di Walker e con una rapida incursione si presenta in area impegnando in una parata bassa non facile Pickford. Superato lo spavento l’Inghilterra ha ripreso il suo paziente possesso palla, speculando sul vantaggio senza avere fretta di accelerare il gioco ma limitandosi a fiammate improvvise generate da Sterling che sulla fascia sinistra mette in continua apprensione la retroguardia avversaria. L’Ucraina appare però troppo timida, non fa pressione, ha paura di scoprirsi troppo per non subire il raddoppio e restare aggrappato al match. Un atteggiamento quasi remissivo che non piace al ct Shevhenko che cambia assetto tattico e spinge i suoi ad avere più grinta e coraggio. L’Inghilterra quando affonda è velenosa, sfiora il raddoppio prima con un violento tiro da fuori area di Rice che Bushchan respinge con i pugni e poi con Sancho che calcia addosso al portiere dopo l’invito di Shaw (azione poi contestata per una posizione di fuorigioco), ma anche l’Ucraina quando avanza in velocità agite le acque tranquille degli inglesi. Il destro dalla distanza di Shaparenko su un pallone vagante con traiettoria a uscire che si spegne sul fondo, è un campanello di allarme.

 

Ma ad inizio ripresa le ambizioni ucraine evaporano nel giro di una manciata di minuti. Su calcio di punizione Maguire approfitta di una dormita della difesa ucriana e tutto solo infila di testa al 46′ per il 2-0 (quarto gol con la nazionale inglese, il 31 in carriera e il 26esimo di testa). Quattro minuti dopo arriva il tris inglese ancora con Kane che raccoglie un cross perfetto di Shaw, salta più alto di tutti al centro dell’area e firma la sua doppietta all’Olimpico che chiude i giochi. L’Inghilterra ora gioca sul velluto, l’Ucraina non mostra un minimo di reazione e capitola per la quarta volt, ancora una volta su colpo di testa. Stavolta a fare centri è Henderson che su corner di Mount approfitta di una difesa avversaria impreparata e fa poker. Si chiude con una standing ovation a Kane, cannoniere tornato a colpire e a far sognare i Tre Leoni.

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