Sabato sera i rossoneri ospitano il Benevento per provare a rilanciarsi. La Champions comunque è sempre più a rischio

Allarme rosso Milan: da favola d’autunno-inverno, unica squadra capace di tenere testa all’Inter per più di metà campionato, il Diavolo è precipitato di giornata in giornata, in una primavera da incubo. Il punto più basso è stato toccato nel monday night dell’Olimpico, dove – al netto delle polemiche per il raddoppio della Lazio – i ragazzi di Pioli sono stati surclassati sul piano tecnico e atletico dai biancocelesti. I rossoneri pagano una condizione precaria di alcuni uomini chiave e i tanti infortuni a catena che si sono susseguiti per tutta la stagione. In difesa la coppia Tomori-Kjaer non è più impermeabile come un tempo, davanti l’assenza prolungata di Zlatan Ibrahimovic ha tolto leadership e soprattutto reti a un attacco che fatica a ingranare senza il suo leader. E infine c’è il nodo Gigio Donnarumma lontano dalla risoluzione, con una trattativa per il rinnovo in fase di stallo e le sirene di un possibile inserimento della Juventus sempre più assordanti.

Da campione d’inverno al quinto posto attuale (anche se da Atalanta a Lazio sono racchiuse cinque squadre in sette punti) la caduta libera del Diavolo si spiega innanzitutto con una linea difensiva più fragile. Tra i team in lotta per l’Europa che conta solo la Lazio ha incassato più reti. E se il rendimento di Donnarumma – nonostante l’incertezza sul futuro – non è calato, non si può dire lo stesso dei centrali titolari Tomori-Kjaer, meno protetti da un Kessié che dopo lo strepitoso girone d’andata sta accusando le fatiche di un intero anno vissuto ai cento all’ora. Anche Theo Hernandez, che spesso riusciva a spaccare le partite con le sue giocate rivelandosi un asset importante sulla corsia mancina, sta rendendo al di sotto delle attese e mostrando le sue non rare defaillance in fase difensiva.

In attacco l’assenza prolungata di Ibrahimovic, fresco di rinnovo per un’ulteriore stagione, ha fatto riemergere un problema di leadership ancor più che in zona gol, anche se il Diavolo alla voce reti segnate occupa la stessa posizione attuale di classifica, quinto. Calhanoglu (altro giocatore in scadenza a giugno come Donnarumma) e Leao viaggiano infatti a corrente alternata, mentre Rebic non è la stessa arma in più di un anno fa. Infine Mandzukic, l’uomo chiamato a gennaio per rimpolpare il reparto, è appena rientrato a pieno regime dopo un lungo stop. Da questo punto di vista però Stefano Pioli può sorridere: il totem svedese è tornato ad allenarsi con i compagni all’indomani del ko con la Lazio e dovrebbe rientrare per il match di sabato con il Benevento. Oltre alla condizione mentale e atletica da ricostruire per il rush finale, il Milan rispetto alle rivali in lotta per la Champions deve far fronte anche al calendario sulla carta più difficile. I rossoneri infatti da qui alla fine incontreranno sempre squadre con forti motivazioni. Si comincia con i ‘sanniti’, prossimo avversario, fino al Toro e al Cagliari, tutte coinvolte nella bagarre salvezza. La vera sfida spartiacque però sarà quella contro la Juventus del 9 maggio, penultimo scontro diretto prima del gran finale con l’Atalanta. Per un maggio da vivere con il fiato sospeso. Senza, possibilmente, arrivare con il fiatone.

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