L'ex Ct della Nazionale: "Questo calcio non fa più per me e non mi ci riconosco più"

Lo stress è come “un tarlo, un vecchio compagno prima alleato e poi nemico. Un logorio, necessità fisica di staccare prima di ammalarsi sul serio”. Parole pronunciate 20 anni fa da Arrigo Sacchi dopo aver annunciato l’addio al Parma e alla carriera da allenatore per… troppo stress. Venti anni dopo sensazioni simili deve averle provate Cesare Prandelli, anche lui ex ct della Nazionale come il mago di Fusignano, che nella tarda mattinata di oggi ha rassegnato le dimissioni da tecnico della Fiorentina. “Sono consapevole che la mia carriera di allenatore possa finire qui, ma non ho rimpianti e non voglio averne. Probabilmente questo mondo di cui ho fatto parte per tutta la mia vita, non fa più per me e non mi ci riconosco più”, le parole di Prandelli in una lettera inviata ai tifosi della Fiorentina. “Sicuramente sarò cambiato io e il mondo va più veloce di quanto pensassi. Per questo credo che adesso sia arrivato il momento di non farmi più trascinare da questa velocità e di fermarmi per ritrovare chi veramente sono”, ha aggiunto. 

Pochi minuti prima lo stesso club viola aveva annunciato le dimissioni di Prandelli, spiegando che “con enorme dispiacere, ha accolto la richiesta del tecnico comprendendone le ragioni, che vanno oltre il calcio giocato”. Il presidente Commisso, la dirigenza, la Squadra e tutto il Popolo viola “ringraziano Cesare Prandelli, augurandogli di ritrovare al più presto la serenità e le energie necessarie per ottenere le migliori fortune per il suo futuro umano e professionale”. “È la seconda volta che lascio la Fiorentina. La prima per volere di altri, oggi per una mia decisione – ha ricordato l’ormai ex tecnico dei viola – Nella vita di ciascuno, oltre che alle cose belle, si accumulano scorie, veleni che talvolta ti presentano il conto tutto assieme”. “In questo momento della mia vita mi trovo in un assurdo disagio che non mi permette di essere ciò che sono – ha raccontato l’ex ct della nazionale nella sua lettera d’addio -. La mia decisione è dettata dalla responsabilità enorme che prima di tutto ho per i calciatori e per la società, ma non ultimo per il rispetto che devo ai tifosi della Fiorentina”.

“In questi mesi è cresciuta dentro di me un’ombra che ha cambiato anche il mio modo di vedere le cose. Sono venuto qui per dare il 100% – ha scritto ancora Prandelli – ma appena ho avuto la sensazione che questo non fosse più possibile, per il bene di tutti ho deciso questo mio passo indietro”. “Ringrazio Rocco Commisso e tutta la sua meravigliosa famiglia, Joe Barone e Daniele Pradè, sempre vicini a me e alla squadra – ha concluso – ma soprattutto ringrazio Firenze che so che sarà capace di capire”. Nella sua seconda avventura fiorentina, Prandelli ha messo insieme 6 vittorie, 6 pareggi e 11 sconfitte in 23 partite. Al suo posto dovrebbe tornare Beppe Iachini, già sotto contratto e a cui Prandelli era subentrato all’ottava giornata. Con le dimissioni dell’ex ct e il quasi certo ritorno di Iachini sono ora sette i cambi di panchina in Serie A: al Genoa Davide Ballardini è subentrato a Rolando Maran alla 14/a giornata, a Parma Roberto D’Aversa ha sostituito Fabio Liverani dalla 17/a giornata, al Torino Davide Nicola ha rimpiazzato Marco Giampaolo dalla 19/a giornata, a Cagliari Leonardo Semplici ha preso il posto di Eusebio Di Francesco alla 24/a giornata, infine a Crotone Serse Cosmi ha sostituito Giovanni Stroppa alla 25/a giornata.

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