Bianconeri sulle montagne russe, mezz'ora di grande calcio, un'ora da incubo. Vittoria solo ai supplementari

 Il primo passo della Juventus in Coppa Italia assomiglia al cammino incerto dell’intera stagione. Ondivago, da montagne russe, con picchi verso l’alto e altrettante rapide discese verso il basso. 25 minuti di grande calcio e un’ora da incubo, con tanto di coda ai supplementari. La Vecchia Signora, trascinata in avvio da Morata e Kulusevski, si porta sul 2-0 contro il Genoa capace di non arrendersi e rimontare fino al 2-2. Nella gara in cui Scamacca e Rovella erano gli osservati speciali, spicca la qualità di Melegoni, che confeziona il pareggio a un quarto d’ora dalla fine alimentando la fiammella accesa da Czyborra già nel primo tempo, quando la Juve sembrava in pieno controllo. Il 2-2 costringe Pirlo a schierare l’artiglieria pesante, Ronaldo incluso, ma il gol qualificazione porta la firma del baby Rafia, che trova la zampata vincente piegando un Grifone mai domo per 120 minuti. Ed è da questo spirito che Ballardini dovrà ripartire per andare a caccia della salvezza. I bianconeri si affacciano al derby d’Italia mostrando i soliti difetti: grandi giocate e grandi pause, spunti interessanti in attacco e una certa fragilità psicologica. La continuità all’interno della stessa partita non è ancora di casa alla Continassa.

 Pirlo conferma di non aver paura a lanciare i giovani, schierandone addirittura tre dal primo minuto: oltre a Dragusin chance per Wesley a tutta fascia sulla destra e per Portanova, promesso sposo proprio del Genoa, a centrocampo. Il vigore e l’inesperienza della meglio gioventù bianconera sono compensate dal ritorno in campo di due senatori come Chiellini e Buffon. In attacco riposa CR7 preservato per il derby d’Italia, ma Kulusevski e Morata non lo fanno rimpiangere. L’ex Parma infatti spiana la strada ai padroni di casa dopo neanche due minuti di gioco, approfittando di un buco della retroguardia avversaria sul filtrante di Chiellini. Anche Ballardini infatti si affida alle seconde linee, ma se l’attacco è nobile (Scamacca – osservato speciale – fa coppia con Pjaca) e a centrocampo Rovella, Melegoni e Czyborra non sfigurano, dietro il Grifone fa acqua da tutte le parti, con il terzetto composto da Goldaniga, Bani e Dumbravanu subito in apnea. La coppia Kulusevski-Morata dimostra di intendersi a meraviglia fin dalle prime battute: la punta svedese si divora il 2-0 in campo aperto (bravo Paleari), poi è Morata a costringere il portiere del Grifone a chiudere lo specchio. La Juve domina, appoggiandosi alle individualità dei due attaccanti, e a metà primo tempo trova il raddoppio con Morata, imbeccato da Kulusevski, che non sbaglia solo davanti al portiere.

 La gara sembra chiusa ma a sorpresa i liguri la riaprono subito dopo il 2-0. Perché al primo tentativo Czyborra – colpevolmente abbandonato da Wesley – trova la torsione giusta sul cross di Ghiglione e dà un senso ai secondi 45 minuti. La Vecchia Signora realizza ancora due reti (annullate per fuorigioco) con Arthur e Portanova ma di minuto in minuto, soprattutto nella ripresa, perde freschezza e di conseguenza pericolosità. Pirlo annusa il pericolo, inserisce Danilo e Bonucci per blindare il reparto offensivo e dare un tocco di esperienza in più al suo undici in campo. Ma la mossa si rivela inutile, perché a un quarto d’ora dalla fine – dopo una traversa colpita da Pjaca – Melegoni pesca il jolly da fuori area che vale il 2-2 e costa ai padroni di casa fatica aggiuntiva ai supplementari, nonché la necessità di affidarsi a CR7 per riaccendere la fiammella in attacco che via via si è esaurita. Proprio il portoghese serve a Morata la palla del 3-2, ma Paleari è in serata di grazia è salva i suoi, ripetendosi anche su Bonucci. A risolvere la sfida è così il giovane tunisino Hamza Rafia, buttato nella mischia nel finale da Pirlo. Il suo primo gol tra i professionisti è di quelli pesanti. Tanto quanto il salvataggio sulla linea di Arthur sulla zuccata di Goldaniga che avrebbe regalato al Genoa un incredibile 3-3 al termine di una partita pazza.

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