Mercoledì, in casa della capolista Milan, l'attaccante argentino è chiamato al riscatto

Il gol, seppur a tempo scaduto e a risultato ormai acquisito, l’abbraccio con Andrea Pirlo in panchina e quello, forse ancora più importante, con Fabio Paratici al momento di imboccare il tunnel per gli spogliatoi. Paulo Dybala è una delle note liete del rotondo successo ottenuto dalla Juventus contro l’Udinese, che permette ai bianconeri di restare in scia alle big e di tenere vivo il sogno scudetto, nonostante il Milan sia lontano dieci punti. Mercoledì però a San Siro la Vecchia Signora affronterà proprio la capolista. Una vittoria rilancerebbe le quotazioni, ultimamente al ribasso, dei ragazzi di Pirlo. Ecco perché la partita dell’Epifania non va sbagliata e rappresenta il primo vero crocevia della stagione. La Joya, che ha ritrovato la via della rete (che mancava dalla trasferta contro il Genoa del 13 dicembre scorso), è chiamato alla conferma, anzi al riscatto, visto che la seconda parte del 2020, tra infortuni e difficoltà ad inserirsi nei meccanismi di Pirlo, ha offerto ben poche soddisfazioni. L’ex stella del Palermo non a caso finora nelle gerarchie è partito dietro rispetto a Morata e Ronaldo, ma l’affaticamento muscolare che ha colpito lo spagnolo alla vigilia della sfida con i friulani è destinato a proiettare Dybala in campo dal 1′ anche nel big match del Meazza. Una di quelle notti che può cambiare la storia di una stagione, a livello di squadra e individuale.
Contro i friulani il talento di Laguna Larga, alle prese anche con un non semplice rinnovo contrattuale (l’accordo attuale è in scadenza nel giugno 2022), non ha convinto del tutto. Anche se il gol, soprattutto per un attaccante, è la miglior medicina per allontanare i brutti pensieri. Dal punto di vista fisico Dybala è apparso ancora non al 100%, anche se la condizione rispetto ai mesi scorsi è in crescita, mentre sul piano tattico i problemi sono rimasti quelli di sempre. L’argentino si abbassa troppo per ricevere palla e fatica a rendersi pericoloso in area di rigore, consumando energie preziose in mezzo al campo che non gli permettono di avere la giusta lucidità in attacco. Un equivoco tattico che Andrea Pirlo non è ancora riuscito a risolvere. La classe e la qualità della Joya, che ha mostrato in occasione del 4-1 anche in una gara globalmente senza squilli, sono però necessarie per il ‘Maestro’ per tentare la scalata alla vetta. Soprattutto per una squadra che ha la coperta corta in attacco, con tre punte attualmente a disposizione aspettando un rinforzo dal mercato di gennaio. Non a caso Pirlo sta tutelando e proteggendo l’attaccante argentino, finito inevitabilmente sull’altare delle critiche. “Abbiamo bisogno di lui e lui di noi – ha ammesso nel post partita – L’abbiamo tenuto in campo perché volevamo facesse questo gol, l’ha meritato”. Anche perché le reti portano con sé entusiasmo e convinzione, benzina per chi di mestiere fa il centravanti. A squarciare il sereno alla Continassa dopo il poker all’Udinese ci ha pensato però la notizia della positività al Covid-19 di Alex Sandro. Il giocatore, in campo 83 minuti con i friulani, presenta lievi sintomi ed è stato posto in isolamento. Un problema in più per Pirlo, che perderà il terzino contro il Milan e deve sperare che da qui all’Epifania il virus non colpisca altri giocatori del gruppo squadra.

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