Ambiente, nel 45% delle spiagge mascherine e rifiuti legati al Covid

Ambiente, nel 45% delle spiagge mascherine e rifiuti legati al Covid

I dati di Legambiente sulla 29esima edizione di ‘Clean Up The Med’ in occasione della Giornata mondiale degli oceani

 
Mascherine, guanti e dispositivi sanitari legati all’emergenza Covid. Sono questi i rifiuti che si trovano nel 45% delle spiagge. In occasione della giornata mondiale degli Oceani 2022, istituita dall’Onu e quest’anno dedicata al tema “Rivitalizzazione collettiva dell’oceano”, l’8 giugno Legambiente restituisce i dati rilevati durante la 29esima edizione di ‘Clean Up The Med’, versione mediterranea di ‘Spiagge e Fondali Puliti’, che si è svolta nel weekend del 13-15 maggio scorsi. Un’iniziativa di volontariato ambientale promossa per il terzo anno  consecutivo da COMMON (COastal Management and MOnitoring Network for tackling marine litter in Mediterranean sea), progetto europeo finanziato da Eni CBC Med, con 2,2 milioni di euro, che coinvolge Italia, Libano e Tunisia con l’obiettivo di tutelare le coste del Mediterraneo dai rifiuti marini, il marine litter, attraverso una loro gestione sostenibile.
 
Circa cento le organizzazioni, provenienti da 17 Paesi, che hanno aderito all’edizione 2022: Italia, Albania, Algeria, Croazia, Cipro, Egitto, Francia, Grecia, Israele, Libano, Libia, Malta Marocco, Portogallo, Spagna Tunisia, e Turchia. I chilometri di spiaggia ripuliti mostrano come il problema dell’incuria e del cattivo smaltimento accomuni tutta l’area mediterranea: alle plastiche monouso, ritrovate in grandi quantitativi sulle coste battute, sebbene messe al bando dalla direttiva europea SUP (Single Use Plastics), con bastoncini cotonati, cannucce e agitatori per cocktail, contenitori per alimenti per il consumo immediato e l’asporto, si aggiungono reti da pesca, cicche di sigaretta, legno e vetro. Non mancano guanti, mascherine e dispositivi sanitari legati all’emergenza Covid-19.
 
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