Domenica 21 Agosto 2016 - 03:15

Rio 2016, Brasile spezza maledizione: primo oro nel calcio

I verdeoro piegano la Germania ai rigori al Maracanà. Neymar decisivo

Rio 2016, Brasile spezza maledizione: primo oro nel calcio

 Finalmente Brasile. I verdeoro spezzano il tabù oro olimpico, unico titolo mai messo in bacheca, proprio nei Giochi di casa e regalano ai loro tifosi la notte che aspettavano. La finalissima del Maracanà incorona la Selecao al termine di una soffertissima finale e rompe un digiuno lungo 116 anni.

Dopo l'1-1 dei tempi regolamentari firmato dal botta e risposta tra Neymar, con una magia su punizione, e Meyer, risultato che resiste anche ai supplementari, è la cinica lotteria dei rigori ad assegnare il gradino più alto del podio. Dopo la grande paura della beffa, il destino regala al pubblico brasiliano una sceneggiatura semplicemente perfetta: è l'uomo copertina, il simbolo Neymar, a firmare il rigore decisivo che rompe la maledizione. Un successo dal dolcissimo sapore della rivincita che contribuisce ad annebbiare, almeno per il momento, l'incubo del Mineirazo, l'umiliante 7-1 inflitto dalla Germania al Brasile nella semifinale del Mondiale 2014, ancora ben vivo nel ricordo del popolo verdeoro. La nazionale di Rogerio Micale conclude nel migliore dei modi un torneo iniziato in salita, con due 0-0 e l'incubo eliminazione che rischiava di materializzarsi. E la quarta volta che il paese organizzatore si aggiudica l'oro nel torneo calcistico: l'ultimo a riuscirci fu la Spagna nel 1992.

 

Reduce dalla passeggiata con l'Honduras, il Brasile ha avuto vita dura con la tostissima e mai doma Germania. In avvio subito un brivido per i verdeoro con i tedeschi che timbrano una clamorosa traversa con Brandt. Tirato un sospirone di sollievo, la Selecao si organizza: gradualmente aumenta il ritmo e rinchiude gli avversari nella loro metà campo. Inutile dire che, appena possibile, i verdeoro cercano di innescare in avanti i tre tenori, Gabriel Jesus, Gabigol e in primis Neymar, osservato speciale della difesa tedesca e sempre a caccia del colpo ad effetto. Ed è proprio il giocatore più invocato dal pubblico di casa a firmare il vantaggio con una rete da antologia: dal limite pennella una punizione diretta all'incrocio con la palla che sbatte sulla traversa e si infila in rete. Niente può Horn, il boato del Maracana sa di liberazione. I verdeoro arrivano spesso e volentieri alle soglie dell'area, il problema è alle loro spalle: la difesa a tratti balla pericolosamente. I padroni di casa rischiano nuovamente su una velenosa punizione di Meyer deviata dalla difesa sulla traversa, poi sul successivo angolo Weverton è chiamato all'intervento in tuffo, ancora su Meyer. La fortuna non sorride alla Germania, che ci prova con colpo di testa di Bender: ancora una volta è la traversa, e fanno tre, a salvare il Brasile.

I tedeschi, oscar alla iella, meriterebbero il pareggio e lo trovano nella ripresa. Lo firma uno dei migliori, Meyer, insaccando di piatto il cross rasoterra di Toljan. 1-1 al 13', il Maracanà vede pericolosamente svolazzare spettri in cielo. Una doccia gelata che però non abbatte la Selecao, che riprende la ricerca del gol con un bolide dai 30 metri di Gabriel Augusto. Quindi Gabriel Jesus, in anticipo, non riesce a sfruttare a dovere un invito al centro dello stesso Augusto. La prima mossa di Rogero Micale è richiamare Gabigol e gettare nella mischia Felipe Anderson. Ora è assedio Brasile: i tedeschi si limitano al contropiede quelle poche volte che riescono ad uscire. Si vede spesso la palla danzare pericolosamente nell'area tedesca, senza che però nessun verdeoro trovi il varco giusto. Il Brasile insiste, Neymar prova a metterselo sulle spalle nel forcing finale: il fuoriclasse del Barça ci prova da fuori area e sfiora il palo. Ai verdeoro non manca l'impegno né la scioltezza nell'arrivare alle porte dell'area tedesca, quello che manca è l'ultimo passaggio. E così si va ai supplementari. Dove le emozioni latitano perché la stanchezza nelle gambe si fa sentire. Felipe Anderson ha una buona chance, ma Horn sventa la minaccia. Ma ormai è chiaro che l'epilogo si deve decidere romanzescamente ai calci di rigore. Il Maracanà trattiene il fiato: lucidissimi e chirurgici i beniamini di casa che non sbagliano nulla dagli undici metri, Petersen invece si fa ipnotizzare da Weverton. Il pallone che vale la storia lo calcia Neymar. Ovviamente. L'attaccante piange e con lui un intero paese. Lo stadio esplode in una bolgia, la festa del Brasile può cominciare.

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  • Dall'inviato Attilio Celeghini
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