Martedì 05 Aprile 2016 - 10:30

Panama Papers, una pista verso il tesoro della famiglia Le Pen

Nelle carte nomi del Front National, ma anche club come l'Inter. La Cina censura il caso e il premier islandese si dimette

Jean-Marie Le Pen

Grazie ai Panama Papers, gli investigatori francesi potrebbero risalire al "tesoro" nascosto di Jean-Marie Le Pen. Ad affermarlo è Le Monde, che cita le informazioni trapelate dallo studio legale panamense Mossack Fonseca a proposito di migliaia di società offshore. La testata francese ricorda che la giustizia di Parigi è alla ricerca dal 2015 del presunto "tesoro" del fondatore del Front National, costituito da "una società nascosta alle Isole vergini britanniche, un conto segreto a Guernesey e 2,2 milioni di euro in biglietti bancari, lingotti e monete d'oro".

 I procuratori francesi da tempo sospettano che l'ex presidente del FN si sia servito del suo uomo di fiducia Gérald Gérin per nascondere parte del suo patrimonio nella società di comodo Balerton Marketing Limited, scrive Le Monde. Proprio quella società compare nei Panama Papers, creata ai Caraibi nel 2000 e intestata all'avvocato svizzero Marc Bonnant.

LA CERCHIA DEI FEDELISSIMI DI MARINE.  I Panama Papers rivelerebbero un sistema per nascondere asset grazie a strutture offshore, organizzato dal "cerchio dei fedeli della presidente del Front National" francese, Marine Le Pen. Lo afferma Le Monde, parlando di un "sofisticato sistema messo in piedi tra Hong Kong, Singapore, Isole Vergini britanniche e Panama". Sarebbe stato utilizzato, afferma il quotidiano francese citando i documenti fatti trapelare dallo studio legale panamense Mossack Fonseca, "per far uscire denaro dalla Francia tramite società di comodo e false fatture con la volontà di sfuggire al fisco di Parigi".
 

CREDIT SUISSE E HSBC NEGANO ACCUSE. Credit Suisse e HSBC negano di aver utilizzato strutture offshore per aiutare i loro clienti ad aggirare le tasse. I commenti delle due banche globali fanno riferimento ai cosiddetti 'Panama Papers', i documenti trapelati da uno studio legale panamense, specializzato nella creazione di società di comodo, che hanno mostrato il largo uso che molte banche globali fanno di tali strumenti e hanno dato il via a indagini in tutto il mondo.

Il ceo di Credit Suisse, Tidjane Thiam, ha dichiarato: "Come compagnia, come banca, incoraggiamo soltanto l'uso di strutture quando c'è un legittimo scopo economico" e "non tolleriamo strutture per l'evasione fiscale". Ha poi sottolineato che i documenti sono precedenti a una riforma del modello economico dell'istituto. Simile la posizione di un portavoce di HSBC con base a Hong Kong: "Le accuse sono storiche, in alcuni casi risalgono a 20 anni fa, prima delle nostre significative e ben note riforme applicate negli ultimi anni". 

Entrambi gli istituti sono citati nei documenti tra le banche che avrebbero contribuito a costruire complesse strutture per rendere difficile per il fisco tracciare i flussi di denaro, ha riferito il Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi (ICIJ) che ha analizzato e diffuso i materiali. Oltre 500 banche, loro sussidiarie e rami hanno registrato circa 15.600 società fantasma attraverso lo studio panamense Mossack Fonseca, dai cui database provengono i documenti, ha riferito il Consorzio. Secondo tali informazioni, la gran maggioranza di tali fatti risale agli anni '90.

LA CENSURA CINESE. E mentre lo scandalo continua ad arricchirsi di dettagli e nuovi sviluppi, la Cina limita la diffusione delle notizie sui Panama Papers. Tra queste ultime, riferiscono i documenti, alcune sono legate alle famiglie del presidente cinese Xi Jinping e ad altri attuali e passati alti esponenti politici del Paese. E se Pechino ha deciso di non rispondere pubblicamente, i media di Stato hanno largamente evitato di diffondere le notizie.

TRULLI: NULLA DA NASCONDERE.  "Gli investimenti all'estero, se dichiarati, sono legali. Non ho nulla da nascondere, sono azionista della Basker Street su suggerimento di alcuni consulenti immobiliari, perché io mi muovo spesso in questo settore". L'ex pilota di Formula Uno Jarno Trulli si difende dalle accuse dopo che il suo nome è comparso nel dossier dello scandalo Panama Papers, i documenti trapelati da uno studio legale panamense e rivelati dai media internazionali a proposito di 214mila società offshore.

COINVOLTO ANCHE IL MONDO DEL CALCIO.  Secondo l'Irish Times, nei documenti fatti trapelare ci sarebbero i nomi di almeno una ventina di grandi calciatori del passato e del presente appartenenti a top club del calibro di Barcellona, Manchester United e Real Madrid. Fra i nomi quello di Leo Messi e dell'ex interista Ivan Zamorano. Ma nei files risulterebbero anche i nomi di proprietari attuali o del passato di almeno 20 grandi club di calcio, fra cui Inter, Boca Juniors e Real Sociedad.

PREMIER ISLANDA CHIEDE SCIOGLIMENTO PARLAMENTO. Il primo ministro islandese, Sigmundur David Gunnlaugsson, ha annunciato le proprie dimissioni due giorni dopo lo scandalo 'Panama Papers' che l'ha travolto. Gunnlaugsson è stato eletto nel 2013 con l'appoggio del partito dell'Indipendenza il cui leader Bjarni Benediktsson, attuale ministro delle Finanze, risulta coinvolto nello scandalo. Il premier ha chiesto lo scioglimento del Parlamento dopo che l'opposizione ha chiesto un voto di sfiducia nei confronti del governo. Gunnlaugsson ha subito forti pressioni affinché si dimettesse a causa delle rivelazioni contenute nei Panama Papers in cui viene affermato anche che sua moglie possiederebbe una compagnia offshore con massicce partecipazioni nelle banche islandesi fallite. 

 

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  • redazione web
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