Martedì 11 Ottobre 2016 - 11:45

Gli scienziati in viaggio verso Marte? Rischiano la demenza

I risultati di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della University of California

Gli scienziati in viaggio verso Marte? Rischiano la demenza

Danni cerebrali irreversibili, demenza e perdita dell'istinto di soppravvivenza. Sono le conseguenze che, secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della University of California, potrebbero subire gli astronauti in viaggio verso Marte. I risultati della ricerca sono stati pubblicati ieri sulla rivista Scientific reports, dello Human research program della Nasa.

La scoperta è frutto dei test eseguiti allo Space radiation laboratory della Nasa di New York da una squadra di ricercatori diretta da Charles Limoli, professore al reparto di oncologia radioattiva all'Uci School of medicine. Il team ha esposto per diversi mesi dei roditori a delle particelle ad alta carica energetica, simili a quelle presenti nei raggi cosmici che bombardano gli astronauti durante i loro viaggi spaziali. Dopo sei mesi di esposizione continua, i ricercatori hanno trovato significativi livelli di infiammazione a livello cerebrale e danni neuronali.

"Non è una notizia positiva per gli astronauti che viaggiano per due o tre anni sull'orbita di Marte", ha commentato Limoli. "Decrementi di prestazioni, deficit di memoria, ansia, depressione e compromissione del processo decisionale. Molte di queste conseguenze negative per i processi cognitivi possono essere permanenti per tutta la vita", ha aggiunto il professore che ha spiegato, inoltre, come dalla ricerca sia emerso che ad essere danneggiato dai raggi potrebbe essere lo stesso l'istinto alla sopravvivenza.

Gli esami condotti con le tecniche di 'brain imaging' hanno mostrato come, a seguito dell'esposizione alle particelle ultracariche, la rete neurale dei roditori sia stata gravemente compromessa per via della significativa riduzione dei dendriti e delle fibre neuronali, che ha portato all'interruzione della trasmissione dei segnali tra le cellule. L'insorgere di questi deficit ha nettamente peggiorato il rendimento dei piccoli mammiferi nella risposta a semplici test di comportamento pensati per valutare l'apprendimento e la memoria.

A parziale soluzione, ha dichiarato Limoli, la sonda Mars-bound potrebbe essere progettata per includere aree ad ampia schermatura, come quelle utilizzate per il riposo e il sonno. Tuttavia, ha aggiunto, "non c'è una vera via di fuga".

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