Domenica 06 Novembre 2016 - 11:45

Evasione Rebibbia, trasferiti i 7 agenti in servizio durante fuga

I tre fuggitivi si erano calati con le lenzuola

Rebibbia

Sette agenti di polizia penitenziaria, in servizio nel carcere di Rebibbia al momento dell'evasione dei tre detenuti, lo scorso 27 ottobre, "sono stati inviati a lavorare presso il carcere di Regina Coeli". Lo fa sapere il segretario generale aggiunto Cisl Fns, Massimo Costantino. Mentre continua la caccia all'uomo in Italia e fuori per trovare l'ergastolano Basho Tesi, Mikel Hasanbelli e Ilir Pere, considerati dagli inquirenti molto pericolosi, proseguono le polemiche sulla sicurezza del carcere romano nel quale questa è la terza evasione nell'ultimo anno e mezzo, e la seconda in pochi mesi.

"È facile spostare gli agenti ma difficile è mettere in sicurezza gli istituti penitenziari compreso quello di  Rebibbia", sottolinea Costantino. "Ad oggi una sola domanda ci poniamo ma come sono  evasi i detenuti? Tagliando le grate  - prosegue - Ma il dipartimento amministrazione penitenziaria quanto ha stanziato per rafforzare e/o sostituire le stesse? 6000 euro o qualcosa di più che sono esigui  per i vari interventi dopo l'evasione del febbraio scorso. Opportuno era sostituire le grate con altre in acciaio! Ma ciò costa troppo  e quindi non si fa nulla. Si dimentica facilmente che un solo agente deve vigilare su 150 e più detenuti. Manca personale , mancano fondi e a farne le spese è il personale che in difficoltà garantisce quotidianamente quanto disposto dalla Costituzione".

In procura arriverà l'informativa dell'ufficio ispettivo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap). E considerato che questa è la seconda evasione da Rebibbia nel giro di pochi mesi, verranno effettuate attente verifiche per appurare eventuali carenze nei servizi di controllo del carcere romano. Lo scorso 14 febbraio, Catalin Ciobanu e Mihai Florin Diaconescu, romeni di 28 e 33 anni, fuggirono dal carcere di Rebibbia dopo aver segato con una lima le sbarre di una finestra, calandosi con alcune lenzuola legate tra loro (stesso copione dell'ultima evasione). La loro fuga durò poco più di tre giorni: Ciobanu si costituì, mentre Diaconescu venne fermato la notte del 18 febbraio durante un controllo a un posto di blocco.

L'11 febbraio del 2014 invece dal carcere fuggirono due detenuti romani, Giampiero Cattini e Sergio Di Palo, residenti rispettivamente a Primavalle e Tor Bella Monaca. I due scapparono dal terzo piano dello stabile, attualmente dismesso, anche in quel caso dopo aver segato le sbarre ed essersi calati con lenzuola annodate. La fuga di Cattini durò meno di un giorno e una settimana dopo venne catturato anche De Palo in provincia di Ascoli Piceno. Si era nascosto in un ospedale di San Benedetto del Tronto, sotto falsa identità, perché durante la fuga si era fratturato un ginocchio.

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