Il capogruppo del M5S nella commissione straordinaria sulle banche accusa il presidente della commissione di non aver avvisato l'ufficio di presidenza del vis à vis con il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco

"Casini non ci ha mai parlato di incontri con Visco. È scandaloso. Siamo di fronte a un quadro sinistro dove il generale vede in segreto le truppe avversarie e le informa. È il contesto a rendere grave l'incontro di ieri sera". Non usa mezzi termini Carlo Sibilia, capogruppo del M5S nella commissione straordinaria sulle banche che accusa il presidente della commissione di non aver avvisato l'ufficio di presidenza riunito ieri alle 12 del vis à vis con il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco. Il deputato Cinquestelle cerca di ricostruire con LaPresse i passaggi della vicenda.

"Siamo di fronte a una grave violazione della funzionalità della commissione d'inchiesta e della sua trasparenza – spiega -. Casini avrebbe dovuto informarci, a tutela sua e della stessa commissione. Invece non ci ha mai detto di un incontro dell'Ufficio di presidenza con Visco. Il regolamento prevede che l'ufficio sia convocato con i capigruppo, i segretari e i vicepresidenti. Noi siamo esclusi dall'ufficio di presidenza ristretto, ma all'incontro di ieri sera non c'erano neppure i segretari, come invece prevede la normativa".

Cos'è successo ieri in ufficio di presidenza?

"Ci è stato detto che la Banca d'Italia ci avrebbe fornito accesso informatico ai dati riservati e che sarebbe venuto qualcuno a spiegarci come usare il sistema, senza altri riferimenti. Casini non ci ha mai parlato di un appuntamento informale con il governatore. Noi, separatamente, come M5S abbiamo chiesto di audire in via testimoniale il governatore, per poterlo interrogare come di competenza di questa commissione, ma il Pd ha attenuato la nostra richiesta".

Qual è la differenza tra quello che chiedete voi e quello che vuole il Pd?

"Se Visco viene a 'testimoniare' deve rispondere alle domande della commissione bicamerale d'inchiesta, invece se viene semplicemente audito non ha questo obbligo. La nostra domanda è semplice: se il 17 aprile 2012 la Banca d'Italia ha riscontrato delle anomalie nei bilanci di Mps (derivati derubricati come titoli di Stato) e il fascicolo della magistratura parte nel 2014, Bankitalia nel frattempo ha detto ai pm di indagare su quell'anomalia? Per ora lo abbiamo chiesto al pm Greco che non ci ha risposto"

Secondo lei la mozione del Pd è una trovata elettorale?

"Giudichiamo i fatti. Aspettiamo di vedere cosa succede il 31 ottobre, se Visco viene riconfermato oppure no, o se viene messa al suo posto una figura in continuità. La mozione del Partito democratico è l'ultimo battito di coda del pesce rosso che è uscito dalla boccia, senza avere più alcuna speranza. Un'inversione a 'U' che sa di speculazione elettorale. Perché non l'hanno fatto prima in questi quattro anni e mezzo di legislatura? Che senso ha farlo dopo i favori a Banca Intesa e dopo che 'Maria Etruria Boschi' è andata a piangere da Uicredit? A proposito, che fine ha fatto querela a De Bortoli?".

Dal Colle è arrivato il monito a preservare gli interessi del Paese…

"Le parole del presidente Mattarella sono fuori dalla grazia di Dio. E' assurdo che si pronunci su di una prerogativa parlamentare come quella di dare un indirizzo al governo che sceglierà in autonomia se rinnovare o meno i vertici di Banca d'Italia".
 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata