“Io sono un tecnico e lavoro, sono pagata per lavorare e sono formata per lavorare. Sono 30 anni che faccio questo lavoro e il mio compito, la mia responsabilità è quella di continuare a lavorare. Poi altre valutazioni, altri commenti non mi appartengono”. Così la direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli Anna Iervolino, a margine della cerimonia di piantumazione di un ulivo secolare nei giardini dell’ospedale Monaldi di Napoli, rispondendo a una domanda sull’eventualità di sue dimissioni a seguito della vicenda del piccolo Domenico Caliendo. A chi le ha chiesto se si attribuisse qualche responsabilità per la morte del bimbo di 2 anni, deceduto il 21 febbraio scorso al Monaldi due mesi dopo essere stato sottoposto a trapianto di cuore con un organo danneggiato, Iervolino ha risposto: “La magistratura sta facendo il suo corso e sta facendo delle indagini ad ampio raggio. Quando succede qualcosa di brutto e di drammatico le responsabilità sono di tutti, nessuno può tirarsi indietro. Noi tutti siamo responsabili della guerra nel mondo, siamo responsabili dei bambini che muoiono di fame e che sono utilizzati nelle fabbriche come schiavi. Nessuno può tirarsi indietro. Quando qualcosa di drammatico succede siamo tutti chiamati in causa”.
