Taekwondo come grido libertà, il rifugiato iraniano Hadi: "Il regime ci strappa i sogni"

Dura un istante il suo contatto con il Paese da cui è stato costretto a separarsi. Dieci secondi appena al giorno per sentire la voce della sua famiglia sotto le bombe prima che la linea telefonica fissa si interrompa e torni il silenzio e quel velo di profonda preoccupazione che i suoi occhi tradiscono. Per Hadi Tiranvalipour, campione iraniano di taekwondo vincitore di numerose competizioni nazionali e internazionali, la vita da oltre due anni scorre tra le pareti della palestra federale della Fita, al Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti, dove è riuscito a mantenere intatti i suoi sogni di atleta olimpionico e di studente. Ma il pensiero ogni giorno torna sempre lì, alla famiglia che ha lasciato, agli affetti che ha dovuto abbandonare, ad un Paese piegato ad un regime che lo ha costretto alla fuga dopo le minacce ricevute a causa delle sue opinioni in favore dei diritti umani e dei diritti delle donne.

Accolto nel 2023 dalla Federazione Italiana Taekwondo che si è resa disponibile fin da subito per assistere l’atleta nell’ottenimento dello status di rifugiato, Hadi segue l’evolversi della situazione del suo Paese dove il regime degli ayatollah non smette di mandare al patibolo giovani, anche atleti, che hanno partecipato alle manifestazioni dello scorso gennaio. “Per 47 anni la Repubblica islamica ha rubato la vita e i sogni di noi giovani. Ci ha tolto la libertà. Adesso la maggior parte di questi iraniani non dico che è contenta di questa guerra ma quantomeno che ci possa essere questo processo di cambiamento. Speriamo che questo regime cambi e che arrivi una nuova mentalità per il nostro popolo”, racconta immaginando le sofferenze che la sua gente sta vivendo.

La vita di Hadi, che in patria oltre a fare l’atleta ha lavorato in tv come presentatore sportivo, è una storia di resilienza, integrazione e speranza, una storia a lieto fine. Prima la partecipazione alle Olimpiadi di Parigi 2024 come atleta del team dei rifugiati, e un anno fa la laurea in Italia conseguita in Scienze Motorie all’Università degli Studi di Roma ‘Tor Vergata’, traguardo che già aveva conseguito anche in Patria. Si allena insieme al campione azzurro Vito Dell’Aquila (oro a Tokyo 2020), sogna Los Angeles 2028 e come tecnico dedica il suo tempo anche a molti ragazzi che si avvicinano a questo sport.