Minneapolis, video mostra agenti dell’ICE colpire un uomo al volto con ginocchiate

(LaPresse) Le tensioni tra agenti federali dell’immigrazione e la popolazione di Minneapolis continuano a crescere a sei giorni dalla morte di Renee Good, colpita alla testa da un agente dell’ICE mentre era alla guida della sua auto. L’episodio ha scatenato nuove proteste e ha acceso i riflettori sulla gestione federale della sicurezza in città. Un nuovo video, girato da Monica Bicking, infermiera e volontaria in un rifugio per senzatetto, mostra un uomo immobilizzato a terra mentre un agente federale lo colpisce con diverse ginocchiate al volto. Bicking, che non partecipa intenzionalmente alle manifestazioni, porta con sé un fischietto per segnalare la presenza degli agenti, sottolineando come le tensioni siano ormai quotidiane per i residenti. I contenuti online documentano un crescente uso della forza da parte dell’ICE: rottura di finestrini, spray al peperoncino, arresti di cittadini e immigrati, spesso in spazi pubblici. Le autorità locali hanno definito la presenza dei federali come una “invasione”, mentre le proteste chiedono maggiore trasparenza e giustizia per Renee Good, il cui omicidio è stato giustificato dai funzionari federali come legittima difesa. La situazione rimane critica, con manifestazioni, scontri e un’intensa copertura mediatica che riflette l’escalation della crisi dell’immigrazione nel Midwest.