Il Papa ai Lefebvriani: “Tornate sui vostri passi, no allo scisma”. La risposta: “Grati, faremo il possibile”

Il Papa ai Lefebvriani: “Tornate sui vostri passi, no allo scisma”. La risposta: “Grati, faremo il possibile”
Papa Leone XIV (Foto AP/Alessandra Tarantino)

L’appello di Leone XIV

Papa Leone XIV lancia un appello ai Lefebvriani. Alla vigilia delle ordinazioni episcopali che la Fraternità Sacerdotale San Pio X dovrebbe tenere domani a Ecône, in Svizzera, il Pontefice ha scritto una lettera, datata 29 giugno, al Superiore Generale, don Davide Pagliarani, per chiedere di fermarsi ed evitare così lo scisma.

La lettera del Papa

“Con animo paterno desidero rivolgermi a Lei e, per mezzo Suo, ai vescovi, ai sacerdoti, ai seminaristi e ai fedeli legati alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, consapevole della responsabilità che il Signore mi ha affidato come Successore dell’Apostolo Pietro – scrive il Papa-. La Chiesa riconosce l’attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedeltà alla Tradizione che caratterizzano molte persone e comunità legate a codesta Fraternità. Ciò ha motivato l’atteggiamento di attenzione e di benevolenza che i miei Predecessori vi hanno costantemente manifestato. Con questo spirito, e colmo di affetto cristiano, vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione. La Chiesa è disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo. Prego per voi, perché lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori. Per l’autorità ricevuta da Cristo, con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza, sento il dovere di chiedervi di desistere dal vostro intento e affido queste intenzioni al Cuore Immacolato di Maria, Madre del Buon Consiglio”.

La risposta: “Siamo grati, faremo il possibile per ricucire”

La ringrazio moltissimo per la lettera che mi ha indirizzato. Sono toccato dalla Sua sollecitudine paterna”. Così in una lettera il Superiore Generale della Fraternità San Pio X, don Davide Pagliarani, risponde all’appello di Papa Leone XIV. “Da tempo – si legge nel testo diffuso sul sito della fraternità – avrei desiderato avere l’occasione di incontrarLa, per esprimerLe e manifestarLe personalmente il nostro desiderio sincero di servire la Chiesa. Purtroppo, non c’è stata l’occasione. Le chiedo solo di considerare l’autenticità di questa intenzione, che non è per nulla fittizia. Paradossalmente, ci sembra nostro preciso dovere, nel contesto attuale, fare il possibile per ricucire la tunica di Cristo, lacerata da forze e pressioni incompatibili con uno spirito autenticamente cattolico. Le chiedo solo di considerare l’autenticità di questa intenzione, prima di prendere una decisione sulla Fraternità San Pio X. Non è troppo tardi”. “Lungi da noi l’idea di separarci dalla Chiesa Romana – scrive ancora don Pagliarani- : al contrario, la vogliamo servire attraverso mezzi eccezionali, come una Madre in difficoltà, che ha bisogno di un aiuto particolare, che non è capito da tutti. Ma sono certo che il Santo Padre potrebbe capirlo. La Santa Sede ha dato prova di poter capire situazioni molto complesse, di saper prendere tempo. Mi permetto di chiederLe filialmente di prendere il tempo necessario per questo discernimento”.

Se le mie parole non fossero sufficienti – continua don Pagliarani- , Le chiederei di riflettere su due fatti molto semplici. In primo luogo, la Fraternità è già stata dichiarata scismatica nel 1988, per ragioni e in circostanze assolutamente analoghe a quelle attuali; eppure, dopo tanti anni, ci stiamo parlando come un padre a suo figlio, Sua Santità mi sta esortando paternamente ad evitare uno scisma che – teoricamente – c’è già stato. Non pensa che forse questo Suo stesso atteggiamento, di cui apprezzo la sollecitudine, sia la prova che la Fraternità non sia scismatica né ostile alla Chiesa? In secondo luogo, anni fa, la Santa Sede affidò a due vescovi della Chiesa il compito di interloquire con la Fraternità San Pio X, Mons. Vitus Huonder, all’epoca Vescovo di Coira, ora deceduto, e Mons. Athanasius Schneider, Vescovo ausiliare di Astana. Entrambi, dopo aver preso il tempo necessario, hanno constatato lo spirito profondamente cattolico della Fraternità e lo hanno testimoniato pubblicamente”.

“Ma soprattutto – continua la lettera -, mi permetto di rivolgermi a Lei in nome di migliaia di anime che hanno ritrovato la fede cattolica e la pratica religiosa grazie all’apostolato della Fraternità. è un fatto di cui i Suoi predecessori hanno preso atto. Queste anime non hanno che un desiderio: quello di salvarsi attraverso questo strumento che la Provvidenza ha messo a loro disposizione. Hanno sofferto e sono sincere. Sono sicuro che il Suo cuore paterno di pastore universale sarà sensibile a questa situazione molto particolare. Un giorno tutte le difficoltà tra la Santa Sede e la Fraternità si risolveranno. Un gesto di comprensione da parte Sua, invece di nuocere all’unità, non potrà che manifestare davanti al mondo e tutti i cristiani la Sua preoccupazione per l’unità e la Sua bontà di padre. Lascio questo alla Sua considerazione. Rinnovo la mia preghiera per Lei. Da tanto tempo, sin da prima della Sua elezione, prego Santa Rita per la questione attuale: ho visto un segno di speranza nell’elezione di un papa agostiniano. Sono sicuro che la Santa interverrà. Non è mai troppo tardi. Per favore – conclude don Pagliarani- ci benedica”.

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