Papa Leone XIV è in Camerun per la seconda tappa del suo viaggio apostolico. L’aereo con a bordo il Pontefice è atterrato all’aeroporto internazionale di Yaoundé-Nsimalen. “Sebbene abbiamo credenze diverse, modi diversi di pregare e di vivere, possiamo comunque vivere insieme in pace”, ha detto il Santo Padre sul volo dall’Algeria al Camerun. “Promuovere questa immagine è qualcosa di cui il mondo ha bisogno oggi, e che possiamo continuare a offrire insieme con la nostra testimonianza mentre proseguiamo questo viaggio apostolico”, ha aggiunto in riferimento alla visita compiuta nella Grande Moschea di Algeri. All’arrivo è stato accolto dal primo ministro del Paese, Joseph Dion Ngute, e ha ricevuto i fiori da due bambini. Dopo la cerimonia di benvenuto il Papa si sposta al palazzo presidenziale per la visita di cortesia al presidente della Repubblica del Camerun, Paul Biya. Qui, dopo la firma del libro d’onore, ci sarà un colloquio privato.
Sull’aereo: “Visita in Algeria è stata benedetta”
La visita in Algeria è stata “un viaggio e una visita davvero benedetta”, oltre che “una bellissima opportunità per continuare a costruire ponti e promuovere il dialogo”, ha dichiarato Prevost che ha poi parlato della sua visita ad Annaba, l’antica Ippona, sui luoghi di Sant’Agostino. E’ stata “una grazia particolare”, ha sottolineato il Pontefice, poter ritornare ad Annaba e “offrire alla Chiesa e al mondo” la visione del grande padre della Chiesa: “Quella della ricerca di Dio e dello sforzo di costruire la comunità, di cercare l’unità tra tutti i popoli e il rispetto reciproco nonostante le differenze”.
Prevost: “Nel mondo grande sete di giustizia”
“Viviamo un tempo, infatti, in cui la rassegnazione dilaga e il senso di impotenza tende a paralizzare il rinnovamento che i popoli avvertono profondamente. Quanta fame e sete di giustizia. Quanta sete di partecipazione, di visioni, di scelte coraggiose e di pace. È mio grande desiderio raggiungere il cuore di tutti, in particolare dei giovani, chiamati a dare forma, anche politica, a un mondo più equo. Intendo inoltre manifestare la volontà di rafforzare i legami di cooperazione tra la Santa Sede e la Repubblica del Camerun, fondati sul rispetto reciproco, sulla dignità di ogni persona umana e sulla libertà religiosa”. Così Papa Leone XIV incontrando le autorità, la società civile e il corpo diplomatico del Camerun a Yaoundé.
“Basta guerre, il mondo ha sete di pace“
Nuovo appello per la pace di Papa Leone XIV. “Ribadisco con forza: il mondo ha sete di pace. Basta guerre, con i loro dolorosi cumuli di morti, distruzioni, esuli”, ha detto il Papa incontrando le autorità, la società civile e il corpo diplomatico del Camerun a Yaoundé. “La pace non può essere ridotta a slogan: va incarnata in uno stile, personale e istituzionale”, ha rimarcato il Papa, “la pace, infatti, non si decreta: si accoglie e si vive. È un dono di Dio, che si sviluppa in un’opera paziente e collettiva. È responsabilità di tutti, in primo luogo delle autorità civili. Governare significa amare il proprio Paese e anche i Paesi vicini. Vale anche nelle relazioni internazionali il comandamento ‘ama il tuo prossimo come te stesso’. Governare significa ascoltare realmente i cittadini, stimare la loro intelligenza e la loro capacità di contribuire a costruire soluzioni durature ai problemi”.

