Intervenendo sul tema dei fattorini al lavoro con temperature fino a 35 gradi, Angelo Avelli, sindacalista dell’organizzazione Junior Rider, non ha usato mezzi termini: “È assurdo che dei lavoratori che svolgono un’attività all’aperto non siano tutelati in nessun modo rispetto alle condizioni atmosferiche, lasciandoli alla mercé del cambiamento climatico”. La soluzione che propone il sindacalista passa da due binari: colmare il buco normativo a livello legislativo e locale, e fare pressione diretta sulle aziende. “Riteniamo che questo buco normativo debba trovare una soluzione e una presa in carico da parte delle istituzioni, sia a livello legislativo che a livello di regolamenti locali”, ha proseguito.
Sul fronte delle imprese, la strada è quella della responsabilità diretta: “Si può intervenire diffidandole rispetto all’attività. Sta alle rappresentanze sindacali presenti nel settore agire mettendo sul piatto la responsabilità civile e penale di queste aziende, rispetto al fatto che a determinate condizioni, in previsione di ulteriore peggioramento, non è possibile svolgere l’attività”, ha concluso Avelli.
