Il Foro Italico di Roma ospita la camera ardente di Nicola Pietrangeli, morto l’1 dicembre scorso all’età di 92 anni. Icona dello sport, è l’unico italiano ad essere stato inserito nella Hall of Fame del tennis mondiale. Inoltre è ancora oggi il primatista mondiale di tutti i tempi in Coppa Davis per partite giocate (164), incontri vinti in singolare (78-32) e in doppio (42-12). I funerali si svolgeranno questo pomeriggio in forma privata.
“Nicola ha rappresentato il tennis e anche il mondo sportivo. Era un numero dieci con la racchetta? No, il numero 1”. Così l’ex campione Gianni Rivera, a Sky Sport, all’uscita dalla chiesa della Gran Madre di Dio, a Roma, dove si sono svolti i funerali di Nicola Pietrangeli, scomparso lunedì all’età di 92 anni.
“Che eredità lascia? Di attaccamento alla maglia, di valori e di numeri credo inarrivabili. Lui così vincente e così longevo, rimarrà per l’eternità come il recordman (di partite giocate in Davis, ndr) e di questo siamo molto orgogliosi. La presenza al funerale del Principe Alberto di Monaco? La famiglia è rimasta sempre molto legata a lui, i valori personali sono quelli che nella vita contano più di tutti”. Così il presidente della Fondazione Milano-Cortina, Giovanni Malagò, a Sky Sport, ai funerali di Nicola Pietrangeli, morto lunedì all’età di 92 anni.
Nicola Pietrangeli “è stato uno dei più grandi campioni della storia dello sport italiano, che ha saputo unire una grande eleganza sportiva in campo, con cui ha vinto molto, e un grande amore per la vita”. Così a LaPresse Luca di Montezemolo a margine della presentazione della maratona Telethon sulle Reti Rai. “E’ stato un grande personaggio – ha aggiunto – un amico da tanti anni, mi dispiace molto”.
“Per noi è stato un carissimo amico, rimarrà per sempre un maestro di vita. Oggi ci ha fatto commuovere e piangere, lui era così, è uscito di scena in questo modo, ha salutato i suoi amici in questo campo che porta il suo nome, con ‘My way? che ci ha fatto piangere, lui dirà ‘io l’ho fatto per me’. A me lascia un grande vuoto, ha una nipotina meravigliosa che si chiama Nicole, la sua storia sarà ricordata”. Così Licia Colò, ex compagna di Nicola Pietrangeli, parlando con i giornalisti al Foro italiano in occasione della camera ardente dell’ex tennista.
“Un difetto? Poteva essere quella che molti definivano arroganza, ma era anche il suo pregio. Era uno tosto, diceva quello che diceva con convinzione andando controcorrente, aveva tanti amici e nemici, in questa società significa avere coraggio, anche perché secondo me aveva quasi sempre ragione. Ingombrante? No, ha sempre portato grande rispetto per tutti, certamente non passava inosservato”, ha concluso.
“E’ una dolce tristezza quella di oggi. E’ la rappresentazione migliore di ciò che è stato Nicola nella sua capacità di affrontare la vita di petto, di prenderla in tutte le sue forme, nei momenti lieti e in quelli complicati. Nicola rappresenta l’eccellenza delle persone, lui nell’espressione più clamorosa che lo sport mette a disposizione”. Così il ministro dello sport, Andrea Abodi, parlando con i giornalisti al Foro italiano in occasione della camera ardente di Pietrangeli.
“Questo testimonia la sensibilità di chi ha dato a questo campo il suo nome in vita. Noi siamo campioni del mondo di coccodrilli, ricordi e riconoscimenti postumi, mentre con Nicola c’è stata la capacità di glorificarlo per l’atleta, il tecnico e la persona che è stato, capitano di tanti e non solo di chi ha vinto la Davis ma del tennis italiano degli ultimi 25 anni. Quello che è stato fatto con lui in vita continuerà ancora di più adesso che ci ha lasciato”, ha concluso.
“Ci ha insegnato ad amare la Davis, al valore di vestire la maglia azzurra. Tutto è partito dalla gestione di Nicola e così lo vogliamo ricordare. Lo abbiamo sempre visto attaccato a questa Coppa, e mi fa piacer pensare che abbia voluto aspettarci nella nostra terza consecutiva. Questo fa parte di lui”. Così Filippo Volandri, capitano di Coppa Davis, parlando con i giornalisti al Foro italiano in occasione della camera ardente di Nicola Pietrangeli.
“Ha pianto alla premiazione dell’ultima Davis? Lui ci voleva essere sempre, anche quando non riusciva a fare le scale e si arrabbiava. Nicola è un’icona dal tennis elegante. Lo ricordiamo così. Lui è sempre stato sincero nei suoi pensieri”, ha concluso.
“Una giornata di tristezza ma a renderla meno triste è che siamo qui rispettando le sue volontà che aveva raccontato anche pubblicamente. Negli ultimi giorni addirittura voleva fare un ripasso parlandone con i figli. Ha sbagliato solo l’ora delle esequie, voleva farle a mezzogiorno. Questa cerimonia è stata organizzata nel pieno di quelle che erano le sue volontà”. Così il presidente della Fondazione Milano-Cortina, ex numero uno del Coni, Giovanni Malagò, parlando con i giornalisti al Foro italiano in occasione della camera ardente di Pietrangeli.
“Lui aveva un desiderio che era una opportunità e un privilegio, aveva avuto l’intitolazione di questo luogo in vita. Diceva sempre, quando faceva fatica a muoversi, che andare ai funerali era un problema perchè non si trova parcheggio e qui invece c’è sicuramente, soprattutto se succede di giorno feriale. Ecco questo è Nicola, un fenomeno, come giocatore atleta ma anche scanzonato, ironico e divertente e che per amore della battuta avrebbe sacrificato qualcosa di più importante”, ha concluso.
“Nicola era la Coppa Davis, è il giocatore al mondo che ha dato di più al torneo, ha fatto due finali mondiali da giocatore, entrambe perse in Australia, poi l’ha vinta uno da capitano e tre da dirigente. Questo sistema che vince è stato costruito per cercare di avere in prospettiva dei buoni giocatori che fossero fuori dal campo persone per bene e con dei valori da trasmettere alle nuove generazioni. Un po’ quello che sono stati nella loro vita lea pericoli e Nicola che adesso stanno giocando un misto”. Così il presidente della Fitp, Angelo Binaghi, parlando con i giornalisti al Foro italiano in occasione della camera ardente di Pietrangeli.
“Un ricordo? Ci frequentavamo di più quando perdevamo, i primi anni perdevano molto, quando non ci calcolava nessuno. Finivamo io, lui e Lea in un ristorante davanti a bottiglie di vino ed erano lezioni di vita, una cornice difficilmente dimenticabile”, ha aggiunto.
Si è tenuto nell’Aula di Montecitorio un momento di ricordo del tennista Nicola Pietrangeli, morto due giorni fa a 92 anni. Sono intervenuti i rappresentanti dei gruppi
Nicola Pietrangeli è stato “un grandissimo giocatore e penso che se avesse avuto gli stessi stimoli economici” del tennis di oggi “sarebbe stato ancora più forte”. Così Franco Carraro, ex presidente del Coni e della Figc, parlando con i giornalisti al Foro italiano in occasione della camera ardente di Pietrangeli. “Lui – ha spiegato – era dotatissimo, aveva un gran fisico ma la sua vera passione era giocare a calcio. Non dico che non si allenasse ma la sua concentrazione non era monomaniacalmente dedicata al tennis come avviene ormai” da tempo.
Nicola Pietrangeli “ha vissuto una vita piena, ha avuto una bella famiglia, i suoi due figli sono qui”. Così il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, parlando con i giornalisti al Foro italiano in occasione della camera ardente di Pietrangeli.”Non solo Luciano Buonfiglio, ma il mondo dello sport – ha aggiunto – è qui per salutare una grandissima persona”.
“Il tennis italiano gli ha dato tanta soddisfazione, checché se ne dica”. Così Marco Pietrangeli, uno dei figli di Nicola, parlando con i giornalisti al Foro italiano in occasione della camera ardente del padre. “Siamo piacevolmente stupiti dall’affetto – ha aggiunto – sino alla fine è stato scanzonato, ironico, dissacrante come sempre. Era lui”.

