Jason Collins, ex cestista professionista nell’Nba e finalista nel 2002 e 2003 con i New Jersey Nets, ha rivelato di essere affetto da un glioblastoma al quarto stadio, “una delle forme più letali di cancro al cervello“. Il 47enne lo ha dichiarato in un’intervista a Espn tre mesi dopo che, a settembre, in un breve comunicato aveva detto di essere in cura per un tumore cerebrale non specificato. “È arrivato incredibilmente in fretta“, ha detto Collins descrivendo i primi sintomi di perdita di memoria e incapacità di concentrazione, che hanno raggiunto il punto critico ad agosto. “Avevo strani sintomi da una o due settimane, ma mi dicevo: a meno che non ci sia qualcosa che non va davvero, andrò avanti. Sono un atleta”, ha affermato. Una recente Tac ha rivelato l’estensione e la gravità della sua malattia, che ha definito un glioblastoma “multiforme” che sta crescendo molto rapidamente.
Era stato il primo atleta Usa a fare coming out
Nel 2013 Jason Collins era stato il primo atleta professionista nelle quattro principali leghe americane (Nba, Mlb, Nfl, Nhl) a fare coming out rivelando la propria omosessualità. Collins ha affermato di aver iniziato un trattamento farmacologico per il suo tumore, seguito da radioterapia e chemioterapia, con il supporto del marito, Brunson Green, e di altri amici e familiari: la sua decisione di seguire un trattamento innovativo (che adesso sta svolgendo in una clinica di Singapore) gli ha ricordato il coming out, ha affermato Collins. “Mi sento di nuovo in quella posizione ora, dove potrei essere la prima persona a varcare questo muro“, ha detto. “Non resteremo a guardare e lasciare che questo cancro mi uccida senza combatterlo con tutte le nostre forze. Cercheremo di colpirlo per primi, in modi mai provati prima: con radioterapia, chemioterapia e immunoterapia, che sono ancora in fase di studio ma offrono la frontiera più promettente del trattamento del cancro per questo tipo di tumore”, ha aggiunto l’ex cestista.

