Milano, 22 nov. (LaPresse) – “Un ruolo dirigenziale implica un lavoro politico e il lato politico della questione non mi piace. Voglio vivere lo sport, quindi tornare a fare l’allenatore, perché no? Io mi sento legato alla costruzione di una squadra. Al risultato”. Tornato un ‘uomo libero’ dopo che il tribunale amministrativo francese ha sospeso la maxisqualifica che lo ha costretto a lasciare il suo ruolo di direttore sportivo al Psg, Leonardo sembra intenzionato a tornare al suo vecchio amore: la panchina. Impensabile tuttavia un ritorno al Milan. “Non credo mi vorrebbe, dopo quello che è successo tornare sarebbe impossibile – ha ammesso il brasiliano in un’intervista rilasciata a la ‘Gazzetta dello sport’ in merito alla rottura con Berlusconi – Dopo di allora non è successo più nulla, non ho avuto contatti. Niente che possa farmi cambiare idea. Quindi non vedo come sarebbe possibile un mio ritorno. Chi dà un pugno si dimentica, ma chi lo prende no”.
Più probabile nel futuro un ritorno sull’altra sponda del Naviglio. “Non so se Thohir mi voglia, in ogni caso ho un rapporto stretto con il presidente Moratti, costruito in tanti anni di vita a Milano – ha ammesso Leonardo – Moratti sa tutti di me, conosce le mie idee. Se Thohir chiamasse, lo farebbe in base alle informazioni che Moratti può dargli”. Difficile un rientro a stagione in corso, come ammesso dallo stesso ex ds del Psg. “Ricoprire un ruolo qualsiasi a stagione in corso non è il massimo – ha evidenziato – Questa pausa mi serve per riflettere, godermi la famiglia e tutto quello che ho vissuto in questi anni frenetici. Ma non voglio stare molto fuori dai giochi. La squalifica è stata molto dolorosa, ma per fortuna, strascichi legali a parte, è finita”, ha rivelato il brasiliano, che è tornato proprio a parlare di quell’episodio avvenuto in una gara di campionato con il Valenciennes. “La presunta spallata non è stata volontaria – si è difeso Leonardo – C’è stata una reazione esagerata da parte della Lega e della Federazione, fatta ad hoc, e con un effetto politico troppo forte”, ha concluso.

