Report, giornalisti pronti allo sciopero: “Senza squadra il programma non esiste”

Report, giornalisti pronti allo sciopero: “Senza squadra il programma non esiste”
Sigfrido Ranucci negli studi di Report, Roma, 23 gennaio 2026 (foto Mauro Scrobogna/LaPresse)

La redazione del programma di Rai3: “Sconcerto per il metodo usato dall’Azienda”

L’assemblea dei giornalisti interni della redazione di Report indice lo stato di agitazione e si dichiara pronta a scioperare. E’ quanto si legge in un comunicato dei giornalisti interni del programma di Rai3, che “preso atto della decisione arbitraria, non ancora motivata dell’Azienda, di sostituire Sigfrido Ranucci alla conduzione del programma, sostengono e condividono tutte le rivendicazioni espresse dal gruppo degli inviati, che hanno annunciato, in assenza di un ripensamento da parte della Rai, di essere pronti ad abbandonare il programma“.

Il comunicato dei giornalisti interni di Report

“Report non può esistere senza i suoi inviati e senza la sua redazione, produzione, filmaker e montatori che negli anni hanno maturato specifiche competenze e lavorano per garantire un prodotto di qualità, espressione autentica del servizio pubblico”.

“Solo un più che solido vissuto professionale e l’autorevolezza conquistati sul campo possono infatti far fronte alle necessità di produzione e alle specificità investigative di una trasmissione complessa, delicata e di altissimo valore civile, come Report ha dimostrato di essere nel corso della sua lunga storia, offrendo al pubblico un contributo ispirato ai più autentici valori repubblicani”, prosegue la nota dei giornalisti interni della redazione di Report, che “non sono disposti, in alcun modo, ad accettare imposizioni calate dall’alto che, non rispondendo a questi criteri, sono ascrivibili a una matrice puramente politica che snatura totalmente la vocazione e il dna del programma”.

“Esprimono, inoltre, sconcerto per il metodo usato dall’Azienda nella scelta unilaterale e senza condivisione dei nuovi conduttori, annunciati alle agenzie di stampa prima che alla squadra. Chiedono all’azienda di correggere le decisioni prese che non sono accettabili per chi, professionalmente, si è sempre riconosciuto nell’identità e nei valori di Report e che potrebbero costringere a scelte lavorative diverse. Chiedono inoltre il diretto coinvolgimento della redazione nelle scelte aziendali, al fine di preservare autonomia e indipendenza di un presidio fondamentale del Servizio Pubblico”. Pertanto “l’assemblea dei giornalisti indice dunque lo stato di agitazione e si riserva di mettere in atto ulteriori iniziative di lotta democratica, compreso lo sciopero“, concludono i giornalisti interni della trasmissione di inchiesta.

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