Sigfrido Ranucci è stato rimosso dalla conduzione di “Report”. La decisione che era nell’aria ormai da giorni è stata ufficializzata oggi dalla Rai. Il giornalista e vicedirettore lascia la guida della trasmissione d’inchiesta su Rai3 dopo quasi dieci anni: subentrò a Milena Gabanelli a marzo 2017. La Rai comunica che, “a partire dalla prossima stagione, la conduzione di ‘Report’ sarà affidata a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, entrambi risultati vincitori della selezione Rai per giornalisti professionisti”.
La nota della Rai
“La scelta apre una nuova fase per uno dei programmi più importanti dell’offerta di approfondimento del Servizio Pubblico, attraverso una conduzione a due affidata a due giornalisti selezionati e vincitori del concorso Rai, nel segno della professionalità e dell’esperienza maturata sul campo.
Giulia Presutti è da anni giornalista e inviata di ‘Report’. Il suo percorso professionale è fortemente legato al giornalismo investigativo e alla realizzazione di inchieste su temi di interesse pubblico. Nella selezione Rai è risultata prima classificata, a conferma di un percorso professionale maturato all’interno dell’Azienda e nel lavoro quotidiano sul campo.
Daniele Piervincenzi, ugualmente vincitore del concorso Rai, porta a ‘Report’ una lunga esperienza nel giornalismo televisivo di inchiesta e di approfondimento. È stato inviato e conduttore di programmi Rai quali ‘Nemo – Nessuno escluso‘ e ‘Popolo Sovrano‘, lavorando su temi sociali, criminalità, periferie e realtà territoriali. Nel 2017, durante un’inchiesta realizzata per ‘Nemo’ a Ostia, fu aggredito insieme all’operatore Edoardo Anselmi: un episodio diventato uno dei simboli del giornalismo d’inchiesta sul campo.
La scelta di Presutti e Piervincenzi vuole dunque sottolineare un principio preciso: il rafforzamento del giornalismo investigativo Rai attraverso nuove professionalità interne all’Azienda, selezionate secondo criteri di merito e competenza”.
Le possibilità offerte a Ranucci come alternativa
“Nell’ambito degli accordi sindacali e delle procedure previste per la gestione dei percorsi professionali, l‘Azienda ha inoltre sottoposto a Sigfrido Ranucci tre possibili opzioni di ricollocazione professionale, coerenti con il suo grado e con l’esperienza maturata in Rai, nell’ottica di garantire una continuità professionale adeguata al suo profilo e alle esigenze editoriali e organizzative dell’Azienda.
La Rai ritiene che il valore del giornalismo d’inchiesta, da sempre elemento distintivo dell’offerta informativa del Servizio pubblico, risieda nella credibilità e nell’autorevolezza che solo una piena indipendenza editoriale e un’imparzialità rigorosa possono assicurare.
Con la nuova conduzione a due di Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, entrambi vincitori del concorso Rai, l’Azienda investe su nuove generazioni di giornalisti d’inchiesta e sul valore informativo di un vero Servizio Pubblico”.
Vicedirettore ad personam del Tg3 o di RaiNews o un ruolo da corrispondente all’estero. Sono questi – a quanto apprende LaPresse – i ruoli che la Rai ha proposto a Sigfrido Ranucci.
Corsini: “Le esperienze di Presutti e Piervincenzi rafforzeranno ‘Report’”
Il Direttore Approfondimento della Rai, Paolo Corsini, ha rilasciato una prima dichiarazione dopo la decisione dell’azienda su Ranucci. “’Report’ rappresenta una delle espressioni più importanti del giornalismo d’inchiesta del Servizio pubblico. Affidiamo la conduzione a due professionisti che hanno costruito il proprio percorso sul campo, con rigore, competenza e attenzione ai temi di maggiore interesse pubblico. Le loro esperienze, complementari per formazione e sensibilità giornalistica, consentiranno di rafforzare ulteriormente il programma nel segno dell’autorevolezza, dell’indipendenza e della qualità dell’informazione”, ha affermato. “L’obiettivo comune è valorizzare ‘Report’ e il patrimonio professionale della sua redazione, nel rispetto dei valori di pluralismo, correttezza e servizio ai cittadini che caratterizzano la missione della Rai”.
La Rai, in una nota, aggiunge che “il direttore Approfondimento Paolo Corsini, ascoltando anche le richieste della redazione, ha indicato come capi autori e punto di riferimento della redazione Bernardo Iovene e Giulio Valesini. ‘Report’ conferma così la propria vocazione all’inchiesta, all’approfondimento e al racconto dei fenomeni che incidono sulla vita del Paese, nel solco della tradizione editoriale che ha reso il programma uno dei punti di riferimento del giornalismo televisivo italiano”.
Agnes-Frangi-Marano (Cda): “Decisione su Ranucci in interesse azienda”
“La decisione di sostituire il conduttore di Report è stata assunta nell’interesse dell’azienda, con l’obiettivo di tutelare l’immagine di una trasmissione di particolare rilevanza per il servizio pubblico e di salvaguardare la credibilità della Rai, la cui reputazione trascende quella di ogni singola persona. Non si tratta di una scelta volta a indebolire Report o a sminuire il lavoro della redazione, bensì di una decisione editoriale e aziendale finalizzata ad assicurare continuità, autorevolezza e riconoscibilità al programma, valorizzando al contempo le professionalità interne”. Così in una nota i consiglieri Rai Simona Agnes, Federica Frangi e Antonio Marano. “Con riferimento al presunto mancato coinvolgimento del Consiglio di amministrazione, tale contestazione non risulta fondata. Sono state rispettate le regole, le procedure e le competenze previste dalla governance aziendale, come definite dalla legge e dalle disposizioni che disciplinano l’organizzazione della Rai”, conclude la nota.
Unirai: “Bene affidamento ‘Report’ a Piervincenzi e Presutti”
Unirai Figec, in una nota, “esprime soddisfazione per l’affidamento della conduzione ai colleghi Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, entrambi giornalisti interni, che dopo anni di precariato sono stati regolarizzati grazie alla selezione per la TgR voluta dal nostro sindacato. Unirai Figec plaude alla nuova conduzione anche per il valore che la Rai riconferma di attribuire al lavoro delle donne in azienda e, in particolare, alla presenza femminile nella redazione di ‘Report’”. Per il sindacato “si chiude la porta a personaggi inquietanti che hanno avuto ingresso in redazione: dai presunti bombaroli reo confessi alle bionde fonti di audio privati tra un ministro e la moglie e si mette un punto e accapo alle narrazioni di sfumature di grigio di cui Ranucci ha intessuto le autobiografie svelando di aver avuto rapporti intimi con colleghe stagiste e fonti della trasmissione. Ad maiora a Giulia Presutti, storica inviata della trasmissione e prima classificata nella selezione Rai e a Daniele Piervincenzi, vincitore dello stesso concorso, noto per le sue approfondite inchieste contro la criminalità ed il suo impegno contro la mafia”.
Usigrai: “‘Report’ merita rispetto e scelte condivise, l’azienda chiarisca”
“Il marchio ‘Report’ è un patrimonio della Rai e di chi ci lavora, e merita scelte condivise. Anche per questo i vertici Rai non possono liquidare la sostituzione di Ranucci con una riga di comunicato, ma devono spiegare i motivi per i quali hanno deciso il suo allontanamento. Chiediamo quindi all’azienda di non venir meno al confronto e all’ascolto con una redazione che va innanzitutto tutelata dagli attacchi di una certa politica, che mira a distruggerne la credibilità perché teme il giornalismo d’inchiesta. Serve una scelta condivisa anche per rispettare e tutelare la professionalità e la serenità dei due colleghi oggi indicati dall’Azienda per la conduzione. A questo proposito, facciamo notare all’Azienda come abbia ben poco da vantarsi sulla selezione interna come ha fatto nella nota diramata alle agenzie. Ricordiamo infatti come in fase di trattativa sindacale sia stata faticosamente ottenuta, e solo dopo ripetute richieste di Usigrai, la previsione di un numero di assunzioni nei programmi. Proprio quelle di cui ora i vertici Rai fanno un vanto, ma che senza il nostro intervento non avrebbero mai realizzato”, si legge in una nota del sindacato dei giornalisti Rai Usigrai.
Ranucci: “Scelte persone che mortificano professionalità storiche di ‘Report’”
Nel corso del pomeriggio è arrivata anche la reazione del diretto interessato. Sigfrido Ranucci ha pubblicato le proprie riflessioni sui social.
“Al mio posto sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di ‘Report’ e del servizio pubblico“. Il motivo, ha scritto, “è che avrei messo a repentaglio la credibilità di ‘Report’ in seguito ai 2800 articoli in due mesi fatti dai giornali del gruppo Angelucci e comunque di governo, anche da parte del fuoco amico della Rai. Cioè’ da coloro che sono stati ringraziati ieri da Mollicone per aver sollevato ‘cunei d’ombra’ sul sottoscritto. Il mio non è un addio, non condurrò ‘Report’, ma condurrò la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa, lo farò per i miei figli e per i vostri. Mi rifiuto di lasciare alle future generazioni questo mondo mostruoso, governato da persone mostruose e vigliacche che non tollerano il giornalismo libero e i magistrati indipendenti”.
Il legale di Ranucci: “Decisione condanna la vittima di un attentato”
“La decisione della Rai condanna la vittima di un attentato, ‘Report’ e l’indipendenza dell’informazione pubblica. Sigfrido Ranucci, per adesso, non condurrà ‘Report’, ma condurrà la più importante battaglia per la difesa della libertà del giornalismo d’inchiesta, in ogni sede”, ha affermato in una nota l’avvocato Roberto De Vita, legale del giornalista.
Gli inviati di ‘Report’: “Proposta irricevibile, pronti ad andarcene”
“La decisione assunta dalla Rai è per noi completamente irricevibile. È inaccettabile per il metodo, dal momento che l’azienda ha rifiutato qualsiasi interlocuzione con la squadra in queste settimane facendoci apprendere la scelta dalle agenzie, e nel merito, dal momento che le figure scelte non sono in alcun modo rappresentative della storia e dei valori di ‘Report’“, hanno scritto in una nota gli inviati di punta del format di inchieste di Rai3. “Dal momento che l’intenzione dell’azienda sembra quella di voler distruggere la storia e l’integrità della trasmissione, su un evidente mandato politico, annunciamo che, nel caso in cui la Rai non intenda tornare sui propri passi, abbandoneremo in blocco il programma“, hanno aggiunto.
Le tappe dietro alla decisione della Rai
Il passo indietro voluto dalla Rai arriva dopo settimane molto tese. Tutto è iniziato dalla confessione di Valter Lavitola, che ha ammesso di essere il mandante dietro all’attentato dell’ottobre 2025 contro Ranucci. Il faccendiere ha detto di aver chiesto “di sparare solo dei colpi” contro la casa del conduttore. L’anchorman è rimasto incredulo di fronte al racconto di quello che aveva sempre considerato un amico: la sorpresa è stata tale da condurre Ranucci a condividere sui social un post che ha suscitato un polverone: “Da Moro a Falcone, silenziato chi spaventa“, ha scritto, innescando così reazioni opposte da parte della politica: le forze di maggioranza hanno chiesto per settimane che il conduttore abbandonasse la conduzione del programma, mentre i partiti di opposizione hanno sempre ricordato che Ranucci resta comunque una vittima di quanto accaduto.
Oltre ai fatti strettamente connessi agli sviluppi dell’inchiesta sull’attentato, nelle scorse settimane non sono mancate polemiche per i presunti “compensi d’oro” percepiti dagli inviati di “Report”, mentre un attacco diretta a Ranucci è arrivato dopo che una giornalista ha affermato di aver ricevuto avances durante un colloquio di lavoro con lui.
Negli ultimi giorni, incalzato dalla stampa, Ranucci aveva ribadito di essere tranquillo e di avere “la coscienza a posto”. Tra i possibili sostituti alla guida del programma d’inchiesta era stato fatto anche il nome della ex conduttrice Milena Gabanelli, che però aveva sottolineato di non avere intenzione di tornare a “Report”.

