Un software sui pc di procure e tribunali in grado di spiare magistrati senza lasciare traccia. E’ quanto scoperto da Report, il programma di inchiesta di Rai3, in un’esclusiva che andrà in onda domenica 25 gennaio alle ore 20.30.
Il programma installato su circa 40.000 pc
Report è in grado dimostrare con documenti e testimonianze audio video che sui circa 40.000 computer dell’amministrazione giustizia – dai dipendenti non togati fino ai giudici e magistrati di ogni ordine e grado – è installato un programma informatico chiamato ECM/SCCM (Endpoint Configuration Manager, System Center Configuration Manager). “ECM è un prodotto della Microsoft che serve per gestire in modo centralizzato dispositivi, ideato per la gestione di totem, o postazioni di un supermercato, non certo per le postazioni più sensibili dal punto di vista della sicurezza -rileva Report-. Dal 2019 i tecnici del dipartimento tecnologica del Ministero della Giustizia lo hanno installato su tutti i dispositivi presenti nelle Procure, Tribunali, uffici giudiziari d’Italia, all’insaputa dello stesso Ministro della Giustizia Bonafede. ECM offre la possibilità di accedere da remoto anche senza lasciare tracce: il controllo da remoto è disattivo nelle impostazioni di default previste dal Ministero, ma qualsiasi tecnico con permesso di amministratore può attivarlo all’ insaputa dei magistrati senza lasciare traccia di eventuali passaggi”.
Il caso “sollevato da una procura nel 2024”
Il caso, fa sapere ancora la trasmissione, “è stato sollevato da una Procura italiana nel 2024 e messo a tacere dai dirigenti del Ministero su richiesta, secondo il testimone della Presidenza del Consiglio, fornendo versioni che però come dimostrerà Report con documenti e testimonianze esclusive non corrispondono a verità”. “I procuratori, i magistrati, i giudici tutti non sanno che mentre pensano di essere da soli nella loro stanza a fare le loro inchieste, le loro indagini, provvedimenti, c’è sempre puntato un occhio vigile sui loro computer. Cioè c’è sempre qualcuno che può videosorvegliare che cosa fanno in ogni momento della loro attività quotidiana, dal mattino in cui entrano in ufficio fino alla sera in cui spengono il computer”, sono le parole di un testimone chiave della vicenda. Report ha fornito una anticipazione dell’inchiesta in una clip pubblicata sui propri profili social.
Pd chiede le dimissioni di Nordio
Dopo le anticipazioni di Report, il Partito Democratico ha chiesto le dimissioni del ministro della Giustizia, Carlo Nordio. “Mentre noi siamo qui e parliamo è successa una cosa gravissima di cui mi auguro e spero lei voglia spendere due parole prima di allontanarsi da quest’Aula. Abbiamo appreso da Report di un’inchiesta da cui emergerebbe che tutti i personal computer dei magistrati italiani sono sottoposti a controllo da remoto e che questo sarebbe avvenuto dal 2024 su indicazione precisa di Palazzo Chigi e il Ministero della Giustizia”, ha detto la responsabile giustizia dem, Debora Serracchiani, nelle dichiarazioni di voto alla Camera sulle risoluzioni dopo la relazione del Guardasigilli sull’amministrazione della giustizia. “Allora, Ministro, se è vero questo, noi la invitiamo ancora una volta a dimettersi perché non è in grado di difendere il sistema della giustizia italiana – ha aggiunto -. E non è in grado di difendere la Costituzione italiana, l’indipendenza e l’autonomia della magistratura. E vogliamo che venga in aula la Presidente del Consiglio a riferire su questo fatto gravissimo. Il controllo della magistratura come il controllo della libera informazione vuol dire regime, non vuol dire democrazia“.
Nordio: “Pd ci accusa di reato, risponderemo”
“Trovo gravissima l’affermazione di Serracchiani (Pd) che noi avremmo messo sotto controllo i computer dei magistrati. Mettere sotto controllo un computer e intercettare le comunicazioni è un reato. Quindi secondo lei noi avremmo commesso un reato, questa è un’affermazione molto grave sulla quale rifletteremo e ne trarremo le conseguenze“, ha replicato il ministro Nordio parlando in Transatlantico dopo il voto dell’Aula sulle sue comunicazioni in tema di giustizia.

