Debutto del nuovo show comico di Maurizio Battista su Rai2

In epoca Covid, anche il lavoro del regista è totalmente cambiato. Lo sa bene Giovanni Caccamo, che questa sera debutta con il nuovo show comico di Maurizio Battista, in onda su Rai2 alle 23.15, ‘Ve ne sete mai accorti?’. Quattro puntate che permetteranno al pubblico a casa di ridere dei costumi degli italiani e delle loro gestualità quotidiane, bizzarre e inconsce. A LaPresse il regista racconta le sfide di questo lavoro e di come il suo mestiere è cambiato durante la pandemia.

DOMANDA. Inizia ‘Ve ne sete mai accorti?’. Come è stato girare uno spettacolo di questo genere in un momento così delicato?
RISPOSTA. Abbiamo rispettato tutte le precauzioni possibili e immaginabili. Ovviamente non c’è il pubblico, ma Maurizio è bravissimo. Per un comico come lui, un animale da palcoscenico, non è semplice. Ma è stata una bellissima avventura, un piccolo gioiello curato nei minimi particolari. Fatto col cuore, in modo che lo spettatore possa passare qualche tempo in modo leggero.

D. Come si fa a lavorare alla regia di un programma di questo tipo senza avere il pubblico in sala?
R. Devi per forza alzare un po’ il ritmo delle informazioni. C’è praticamente sempre solo una persona sul palco, non hai la possibilità di staccare sul pubblico per dare ritmo, per far vedere le persone che ridono. Prima mi appoggiavo molto alle reazioni della platea, ora invece devi fare il possibile per non perdere l’energia dei comico. E allora metti più ritmo. E poi in qualche modo aiutano le risate e gli applausi registrati, che creano un effetto più gradevole e comunicativo. Ma sempre senza esagerare, bisogna essere giusti e onesti. Quello che spinge a superare i propri limiti è il fatto che senti come Battista si sforza e dà il massimo, e anche tu ti concentri al massimo per non perdere il ritmo e l’attenzione.

D. Un aspetto positivo e uno negativo di questo nuovo modo di lavorare?
R. Quello negativo è, appunto, la mancanza del pubblico. Vedere le poltrone vuote fa stringere il cuore. Ma questo è stato un prodotto felice, è nato felice. Tutto è andato bene. E di positivo ci portiamo a casa la consapevolezza di aver fatto qualcosa di piacevole, si spera, anche per il pubblico a casa. Questo ci fa sentire un po’ utili.

D. C’è uno spiraglio di luce in fondo al tunnel, che faccia sperare a una vera e totale ripartenza del mondo dello spettacolo?
R. Lo spiraglio c’è, ma è molto dura. C’è tutto un mondo che soffre, che vive l’angoscia dello stare fermo. Dietro a chi lavora nel cinema, nello spettacolo, nella tv ci sono persone che hanno inseguito un sogno per anni. Ci sono studi, sacrifici, porte chiuse in faccia. Non è semplice, ma spero che dopo l’estate ci possa essere qualche raggio di sole. Prima non credo sarà possibile.

D. Dall’esperienza della pandemia possiamo anche trarre qualche insegnamento?
R. Di certo non daremo mai più tutto per scontato, quindi quando il nostro lavoro ripartirà sul serio ci metteremo una marcia in più. Credo che quando si riapriranno le situazioni lavorative ci sarà un’esplosione di creatività.

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