Tra motori, tornanti e tempi da battere, alla 67esima edizione della Fasano-Selva, celebre gara di cronoscalata automobilistica del brindisino, ha trovato spazio anche un messaggio di sanità pubblica: estendere su tutto il territorio nazionale lo screening genomico neonatale, un primato tutto pugliese da esportare.
Screening genomico, il programma pugliese
Il programma – universale e gratuito – sta aprendo la strada alla diagnosi precoce e al trattamento tempestivo di un numero crescente di malattie rare. Per mezzo di avanzate tecniche di sequenziamento del genoma, e prelevando dal neonato una goccia di sangue, lo screening analizza un pannello di 433 geni associati a 597 malattie.
Oggi, a un anno dall’avvio del programma, sono stati analizzati circa 27mila neonati, con una adesione di oltre il 90%, e sono state individuate quasi 500 patologie. La diagnosi precoce ha consentito in alcuni casi di salvare delle vite, in altri di incidere positivamente sulla storia naturale della malattia.
L’iniziativa di Amati
Alla Fasano-Selva, Fabiano Amati – l’ex assessore al Bilancio della Regione Puglia, nonché promotore della legge che ha istituito il programma – ha gareggiato inseguendo, rispetto agli altri, anche un secondo traguardo. “Genoma Puglia per tutti i bambini d’Italia”, è la scritta che campeggia a più riprese sulla sua auto.

Amati sceglie la Fasano-Selva per far correre il tema più urgente della medicina contemporanea: arrivare prima. “Se possiamo scoprire per tempo una malattia genetica grave, se possiamo dare ai medici e alle famiglie un’informazione decisiva nei primi giorni di vita, perché questa possibilità dovrebbe dipendere dalla regione in cui un bambino nasce?”, si chiede Amati.
“La Puglia ha imboccato una strada – prosegue l’ex assessore – ora quella strada deve diventare percorribile per tutti. Quando si parla della salute dei bambini non ci possono essere classifiche tra territori, né regioni più fortunate e regioni costrette a inseguire”.

