Il Lupus eritematoso sistemico è una delle principali sfide nell’ambito delle patologie autoimmuni sistemiche, sia per la complessità clinica della malattia che per le difficoltà legate al riconoscimento precoce dei sintomi. In Italia la malattia interessa soprattutto le donne in età fertile e continua a essere caratterizzata da ritardi diagnostici significativi, spesso legati alla natura multisistemica della patologia e alla difficoltà di ridurre sintomi apparentemente scollegati a un unico quadro clinico.
La conferenza stampa ‘Lupus: migliorare la diagnosi precoce, potenziando il ruolo del medico di medicina generale’ è stata l’occasione per presentare un’infografica pensata per supportare proprio i medici di medicina generale nel riconoscimento precoce dei segnali di sospetto della malattia e nell’orientamento tempestivo del paziente verso il reumatologo.
L’iniziativa – tenutasi a Roma alla presenza di Istituzioni, esperti e associazioni di pazienti, col contributo non condizionante di AstraZeneca Italia – si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso il rafforzamento della prevenzione e della presa in carico delle patologie reumatologiche, anche alla luce delle risorse stanziate dalla legge di bilancio 2026 per l’implementazione di un programma nazionale dedicato a questo obiettivo.
“Inserire il Lupus tra gli ambiti prioritari degli interventi di sanità pubblica rappresenta un segnale importante di attenzione istituzionale che deve proseguire”, dichiara Ilenia Malavasi, membro della XII Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati. “Oggi è fondamentale rafforzare percorsi più tempestivi, omogenei e integrati tra medicina generale e specialistica. Ridurre i ritardi diagnostici e le disuguaglianze territoriali nell’accesso ai centri di riferimento deve rappresentare una priorità condivisa per il sistema sanitario”.
Per Fabrizio Conti, professore ordinario di Reumatologia alla Sapienza, “la difficoltà di riconoscere precocemente il Lupus è strettamente legata alla varietà delle manifestazioni cliniche con cui la malattia può esordire”. Per questo è fondamentale “rafforzare nella medicina generale una cultura del sospetto diagnostico fondata sulla capacità di leggere in maniera combinata diversi segnali clinici”, spiega l’esperto.
L’infografica nasce proprio con l’obiettivo di “offrire uno strumento pratico che aiuti il medico a orientare precocemente il sospetto clinico. L’auspicio – prosegue Conti – è che possa essere ampiamente diffusa negli studi di medicina generale, così da favorire una veicolazione capillare e rendere più immediata l’identificazione dei casi che richiedono un approfondimento specialistico”.
“Nel percorso di referral il medico di medicina generale svolge un ruolo fondamentale. Non gli viene chiesto di formulare la diagnosi specialistica, ma di riconoscere quando la combinazione di più elementi clinici può rendere necessario un approfondimento”, chiarisce Gaetano Piccinocchi, tesoriere nazionale della Società italiana dei medici di medicina generale e delle cure primarie.
Durante l’evento è emersa anche l’importanza di porre al centro il punto di vista dei pazienti, che spesso convivono con tempi lunghi di diagnosi e percorsi assistenziali frammentati. “Per chi vive con il Lupus, arrivare per tempo a una diagnosi può incidere profondamente sul decorso della malattia e sulla qualità di vita”, evidenzia Mercedes Callori, presidente del Gruppo LES italiano.
“Per questo è importante promuovere una maggiore conoscenza delle manifestazioni iniziali della patologia e mettere a disposizione della medicina generale strumenti semplici ed efficaci, capaci di favorire un dialogo più rapido con lo specialista e accompagnare il paziente verso un percorso di cura più tempestivo e appropriato”.
Un primo passo, quello della diffusione di strumenti utili come l’infografica, a cui dovrà seguire una crescente integrazione dei percorsi di presa in carico e un rafforzamento del coordinamento tra territorio e specialistica, per garantire ai pazienti un accesso più tempestivo e uniforme ai percorsi di cura.

