Preoccupa in Italia il dato sulle vaccinazioni degli anziani contro l’influenza: nella stagione 2024-25 la copertura vaccinale è scesa al 52,5%, con una diminuzione di 0,8 punti percentuali rispetto al 2023-24. Dal picco raggiunto nella stagione pandemica 2020-21 – in cui si raggiunse il 65,3% – il trend negativo è stato costante.
Obiettivo minimo sempre più lontano
Si allontana così sempre di più l’obiettivo minimo del 75% raccomandato dall’Oms, per non parlare di quello ottimale fissato al 95%. Eppure secondo le stime, in Italia l’influenza è responsabile di circa 8mila morti ogni anno. L’elevata circolazione del virus – 16 milioni di casi nella stagione 2024-25, il valore più elevato dall’avvio della sorveglianza nazionale – fa lievitare il numero dei ricoveri, accrescendo la pressione sul sistema sanitario.

La Flu Coalition
È per tutte queste ragioni che, su iniziativa del vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera Luciano Ciocchetti, è stata presentata la Flu Coalition, un’alleanza tra società scientifiche, associazioni professionali pazienti, nata con l’obiettivo di promuovere la prevenzione dell’influenza e delle sue complicanze.
“La prevenzione dell’influenza è una leva strategica per la sostenibilità del nostro sistema sanitario”, dichiara Ciocchetti durante la presentazione dell’iniziativa alla Camera dei Deputati. La pensa allo stesso modo il senatore Guido Quintino Liris: “La prevenzione non è una voce di spesa, ma un investimento che produce risparmi dimostrabili, riduce la pressione sulle strutture sanitarie e protegge le fasce più vulnerabili della popolazione”.
Le richieste alle istituzioni
Tre le richieste principali che la Coalition ha rivolto alle istituzioni: il riconoscimento della prevenzione come investimento strategico, escludendo le spese sanitarie preventive dal calcolo del deficit europeo, l’integrazione del Safe hearts plan nella programmazione nazionale e il il rafforzamento della prevenzione nei percorsi di cura.
“La Flu Coalition – aggiunge Ciocchetti – rappresenta un tavolo stabile in cui scienza, professioni sanitarie e istituzioni possano parlare con una voce sola. Un’alleanza strutturata – conclude – capace di tradurre le evidenze in politiche concrete e di tenere alta l’attenzione sul valore della prevenzione come investimento, per i cittadini e per l’intero sistema”.

