Una buona notizia per valorizzare i talenti e i centri italiani dedicati alla ricerca. Parliamo del recente via libera in Cdm al decreto legislativo per il riordino degli Irccs, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. Un “passaggio fondamentale per una ricerca sanitaria più forte in Italia, sempre più integrata con assistenza e formazione e al servizio della salute pubblica”, come ha sottolineato Maria Rosaria Campitiello, capo Dipartimento della prevenzione e della ricerca del ministero della Salute. Ma che cosa cambia davvero per i 53 Irccs (23 pubblici e 30 privati) presenti nella Penisola?
Il provvedimento riorganizza la governance degli Istituti, consolidando il coordinamento tra direzione generale e scientifica e dando riconoscimento alle reti di ricerca. Una mossa commentata con soddisfazione da Alleanza Contro il Cancro: “Il provvedimento rappresenta un segnale importante di attenzione verso il sistema della ricerca sanitaria italiana e introduce elementi utili a rendere più forte, più coerente e più moderna la governance degli Irccs, rafforzandone il ruolo strategico nell’integrazione tra ricerca, assistenza e formazione”.
Irccs più forti, il plauso di Alleanza contro il cancro
Alleanza Contro il Cancro sottolinea proprio “il rafforzamento del coordinamento tra direzione generale e direzione scientifica, la valorizzazione di figure cruciali per la ricerca clinica e per la qualità delle sperimentazioni, nonché il riconoscimento delle reti di ricerca degli Irccs come reti di eccellenza dotate di personalità giuridica, con una propria programmazione e con modalità di riconoscimento e accesso disciplinate a livello ministeriale”.
Per Ruggero De Maria, presidente di Alleanza Contro il Cancro, “il correttivo approvato introduce elementi importanti di chiarezza e di rafforzamento organizzativo, valorizza le competenze necessarie per la ricerca clinica e riconosce in modo più compiuto il ruolo delle reti di ricerca degli Irccs, che potranno contribuire ancora di più allo sviluppo di una ricerca collaborativa, traslazionale e capace di generare innovazione a beneficio dei pazienti”.
Dal laboratorio al letto del malato
“Il riordino degli Irccs rappresenta un’opportunità straordinaria per ridefinire il ruolo di queste strutture come pilastri della medicina di precisione e personalizzata nel nostro Paese”, commenta Paolo Marchetti, direttore scientifico Idi Irccs e presidente della Fondazione per la Medicina Personalizzata. “La nuova organizzazione non è un semplice adeguamento normativo: è un atto costitutivo di un sistema più maturo. Rafforzare la governance, valorizzare le competenze clinico-scientifiche e potenziare le reti di ricerca significa costruire le condizioni affinché le scoperte in laboratorio diventino realtà terapeutiche al letto del malato, riducendo i tempi tra innovazione e applicazione clinica”.
L’unione fa la forza della ricerca e degli Irccs
Secondo Raffaele Lodi, presidente della Rete Irccs delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione “la possibilità di includere anche Università e altri enti del servizio sanitario amplia ulteriormente il potenziale scientifico delle reti e rafforza la condivisione di protocolli, casistiche e dati clinici di qualità, elemento decisivo per trasformare i big data in strumenti concreti di cura e innovazione”.
Anche la Rete Cardiologica plaude al riordino degli Irccs. Per Lorenzo Menicanti, presidente della Rete Cardiologica, “il riconoscimento delle Reti anche allargate a istituzioni diverse, la condivisione di piattaforme dati e di infrastrutture di ricerca, sono già una realtà funzionale della nostra Rete. Riteniamo quindi che questo riordino metta in luce la bontà delle scelte che Rete Cardiologica ha fatto in questi anni e sicuramente possa dare un ulteriore impulso ad una maggiore efficienza ed efficacia nella ricerca del nostro Paese”. Perché la ricerca di eccellenza si traduca in cure sempre più efficaci per i cittadini italiani, grazie all’alleanza di talenti e strutture ad hoc.

