Spesa farmaceutica, dura lettera di Schillaci ai vertici Aifa

Spesa farmaceutica, dura lettera di Schillaci ai vertici Aifa
(Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)

L’altolà del ministro Orazio Schillaci accende i fari sulla spesa farmaceutica e chiede chiarezza all’Agenzia di via del Tritone.

Il ministro della Salute sembra aver perso la pazienza. Da Lungotevere Ripa è infatti partito un siluro con destinazione via del Tritone. In una lettera indirizzata ai vertici dell’Agenzia del Farmaco (Aifa), il ministro Orazio Schillaci accende i fari sulla spesa farmaceutica. I dati infatti “evidenziano criticità significative”, riflette il ministro, chiedendo “chiarimenti urgenti” e adeguate “misure correttive”. 

Inoltre, alludendo anche alle recenti polemiche interne all’Agenzia, il ministro ha preteso, fra l’altro, rapporti bimestrali sull’andamento della spesa e aggiornamenti costanti. Non proprio un commissariamento, ma quasi. Anche perché, come riporta Quotidiano Sanità, il ministro evidenzia, nero su bianco, come “la credibilità complessiva del sistema di governance farmaceutica nazionale” sia compromessa.

Schillaci chiede chiarezza sulla spesa farmaceutica

Insomma, Schillaci – che nei giorni scorsi era intervenuto contro i “trucchi scandalosi” e “le pratiche per apparire in ordine quando in ordine non si è” sul fronte liste d’attesa, chiamando in causa Asl e Regioni – ora pretende chiarezza da Aifa.

“La crescente attenzione mediatica sull’andamento della spesa farmaceutica impone una riflessione approfondita sulle dinamiche gestionali e sulle metodologie di monitoraggio adottate da codesta Agenzia”, scrive il ministro al presidente dell’Aifa Robert Nisticò e al direttore scientifico Pierluigi Russo .

“L’invecchiamento demografico e l’immissione in commercio di farmaci innovativi ad alto costo rappresentano variabili note e, in larga misura, prevedibili”. Mentre i dati sulla spesa in Italia “evidenziano criticità significative”. E “la divergenza interpretativa tra Aifa e Regioni in merito alla sostenibilità della spesa farmaceutica costituisce un elemento di particolare gravità”, aggiunge Schillaci.

Le polemiche interne e l’altolà del ministro

Il ministro segnala poi che “le polemiche interne all’Agenzia (ricorderete lo scontro tra Russo e il direttore amministrativo Giovanni Pavesi alla presentazione dell’ultimo Rapporto Osmed, ndr), peraltro ampiamente riportate dalla stampa, hanno ulteriormente compromesso la credibilità complessiva del sistema di governance farmaceutica nazionale”.

Tutte richieste di Schillaci

Risultato? Schillaci ha chiesto una “documentazione metodologica completa”, “evidenze a supporto delle scelte autorizzative effettuate, con indicazione esplicita dei benefici attesi” e “informazioni dettagliate sull’esistenza (sic) e sul funzionamento di sistemi di monitoraggio della performance dei farmaci innovativi”.

Come anticipato, dal ministro arriva anche la richiesta di un “rapporto bimestrale” con “analisi dell’andamento della spesa farmaceutica disaggregata, identificazione delle criticità emerse, azioni concrete e misurabili per la riduzione sensibile della spesa, cronoprogramma di implementazione delle misure correttive e indicatori di monitoraggio”.

Non solo. “Data l’urgenza della questione e la rilevanza sociale della materia, si richiede l’invio della documentazione sopra indicata entro e non oltre quattordici giorni dalla ricezione della presente. Ogni variazione significativa dell’andamento della spesa farmaceutica dovrà essere tempestivamente comunicata a questo Ministero”, conclude Schillaci. Dopo l’improvviso cambio al vertice dell’Ufficio stampa, il 2026 sembra essere iniziato in salita per l’Agenzia di Robert Nisticò.

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