Il vaccino anti Covid-19 in gravidanza, in particolare se accompagnato da una dose booster, riduce il rischio di preeclampsia, una grave complicanza ostetrica potenzialmente pericolosa per la vita materna e fetale. Insomma, tutela la salute di mamma e bambino. Lo dimostra uno studio internazionale pubblicato su eClinicalMedicine (gruppo Lancet) – coordinato dall’Università di Oxford, di cui per l’Italia è capofila l’Irccs Ospedale San Raffaele.
Dall’analisi prospettica di 6.527 donne in gravidanza reclutate tra il 2020 e il 2022, emerge che l’infezione da Covid-19 in gravidanza è associata a un aumento del rischio di preeclampsia del 45%, che raggiunge il 78% nelle donne non vaccinate.
Al contrario, la vaccinazione anti-Covid risulta associata a una riduzione del rischio complessivo di preeclampsia del 33% dopo la dose booster. Nelle donne con comorbidità preesistenti, tra cui diabete, ipertensione e patologie tiroidee, la riduzione del rischio associata alla vaccinazione con booster raggiunge il 58%.
La preeclampsia
La preeclampsia è una patologia che compare generalmente dopo la ventesima settimana di gravidanza e si caratterizza per un’ipertensione arteriosa associata a danno d’organo, spesso accompagnata da proteinuria (presenza di proteine nelle urine).
È una delle principali cause di complicanze ostetriche e di morbilità e mortalità materna e neonatale, responsabile di parto pretermine, danni renali ed epatici, disturbi neurologici e, nei casi più gravi, può mettere a rischio la vita della madre e del bambino.
Colpisce dal 3% all’8% delle gravidanze a livello globale, in funzione del rischio gestazionale e dei protocolli clinici. Le origini della malattia non sono completamente note, si ritiene tuttavia che essa derivi da un’alterazione dello sviluppo e della funzione della placenta, alla quale possono contribuire anche disfunzioni cardiovascolari. Questo processo può innescare uno stato di infiammazione diffusa e compromettere il corretto funzionamento di diversi organi, in particolare dei vasi sanguigni.
“Questi meccanismi sono gli stessi che si osservano nelle forme gravi di infezione da Covid-19”, spiega il professor Paolo Cavoretto, primo autore dello studio. “È infatti noto che l’infezione scateni una ‘tempesta citochinica’ infiammatoria e produca per questo danni ai vasi sanguigni, aggravando la vulnerabilità della placenta”.
L’azione del vaccino anti-Covid
I vaccini anti-Covid agiscono stimolando il sistema immunitario a riconoscere e neutralizzare il virus, riducendo il rischio di infezione e delle sue complicanze più gravi. Studi precedenti hanno già confermato la loro sicurezza in gravidanza e la capacità di prevenire forme severe di Covid, parto pretermine e mortalità materna e neonatale. Osservazioni che rafforzano l’importanza di sostenere e ampliare i programmi vaccinali per le donne in gravidanza, con particolare attenzione alla copertura booster e all’equità di accesso a livello globale.

