Una ricerca potrebbe aprire la strada a nuove opportunità terapeutiche per le lesioni spinali oggi considerate irreversibili. E proprio a questo innovativo studio – da cui ha avuto origine Hemera, spin-off dell’Università di Verona e della Statale di Milano – è dedicata la cover story di Immunity, prestigiosa rivista scientifica del gruppo Cell Press.
La copertina di Immunity
“La copertina di Immunity conferma il valore della ricerca italiana capace di generare un impatto scientifico e clinico globale”, commenta con soddisfazione Cristiana Vignoli, Ceo di Hemera. “I risultati pubblicati dimostrano che stiamo costruendo una nuova frontiera della medicina rigenerativa, in grado di trasformare radicalmente il modo in cui affrontiamo il danno tissutale”.
Lo studio
Firmato da Ilaria Decimo, Francesco Bifari, Massimo Locati e Guido Fumagalli, lo studio dimostra che in specifiche condizioni i macrofagi, cellule del sistema immunitario già note per il loro ruolo nel microambiente tumorale, possiedono anche una marcata capacità di stimolare la crescita e la rigenerazione del tessuto nervoso.
Analizzando i meccanismi attraverso cui i macrofagi vengono “riprogrammati” nel contesto dei tumori, i ricercatori hanno individuato una proprietà inattesa: in un ambiente patologico diverso le stesse funzioni possono favorire la ricostruzione del tessuto, incluso quella del tessuto nervoso nel caso di una lesione del midollo spinale.
Nuove opportunità terapeutiche per le lesioni spinali
Un’intuizione che apre la strada a nuove opportunità terapeutiche non solo per le lesioni spinali, ma anche, in prospettiva, per altre condizioni caratterizzate da degenerazione e perdita di tessuto, come ictus ischemico, traumi cerebrali e fibrosi cardiaca.
“Il lavoro pubblicato su Immunity – spiega Guido Fumagalli, farmacologo co-founder e presidente di Hemera – infrange il dogma dell’impossibilità di riparare le lesioni del tessuto nervoso, chiarisce perché le terapie con cellule staminali si sono dimostrate inefficaci fino ad oggi e dimostra l’importanza della terapia con REMaST per riparare danni del midollo spinale considerati irreversibili.”
La tecnologia
La terapia REMaST si basa su sei meccanismi di azione complementari – crescita neuronale, rimodellamento della matrice extracellulare, angiogenesi, ossigenazione dei tessuti, rafforzamento del sistema immunitario e migrazione verso il sito della lesione – che agiscono in modo coordinato nel contesto della lesione spinale.
“Questa tecnologia proprietaria non si limita a una singola applicazione clinica”, sottolinea il direttore scientifico Massimo Locati, co-fondatore di Hemera – ma rappresenta una piattaforma terapeutica scalabile e adattabile a diverse indicazioni cliniche.”
“Grazie ai diversi meccanismi d’azione ed alla plasticità di REMaST, infatti – aggiunge Francesco Bifari, docente di Farmacologia dell’Università di Milano e co-fondatore di Hemera – la stessa strategia apre scenari molto promettenti per altre condizioni caratterizzate da perdita di tessuto nervoso ancora oggi senza cura, come l’ictus ischemico, traumi cerebrali e fibrosi cardiaca”.
Dalla ricerca alla clinica
Il ruolo di Hemera è trasformare una scoperta scientifica di frontiera in una terapia accessibile ai pazienti. Dal 2021, i ricercatori autori dello studio hanno scelto di strutturare questo percorso attraverso la costituzione dello spin-off universitario, dotandosi delle competenze necessarie per il trasferimento clinico.
“Il nostro obiettivo è completare il percorso di trasferimento alla clinica, offrendo ai pazienti una possibilità di cura che fino a oggi sembrava irraggiungibile”, conclude Vignoli. “Il passaggio di una terapia cellulare dal laboratorio al paziente richiede investimenti ingenti: per questo Hemera è impegnata nella raccolta delle risorse necessarie all’avvio della fase clinica, attraverso un round seed da 10 milioni di euro”.

