Caccia ai punti deboli del tumore alla prostata: la ricerca

Caccia ai punti deboli del tumore alla prostata: la ricerca
Irccs Candiolo

Il progetto punta a superare la resistenza ai farmaci del tumore alla prostata sfruttando farmacogenomica e ‘avatar’ dei pazienti.

Identificare nuove strategie per bloccare la progressione del tumore alla prostata e capire in anticipo quale farmaco funzione su ogni paziente. Sono gli obiettivi, senz’altro ambiziosi, che si è posto Metapro, il nuovo progetto di ricerca che parla italiano e punta a rivoluzionare il trattamento di uno dei tumori maschili più diffusi. 

Il progetto 

Il coordinamento della sfida scientifica è stato affidato all’Irccs di Candiolo, risultato tra i 22 vincitori – su 110 progetti presentati in tutta Europa – del bando EP PerMed joint transnational call 2025. A guidare il progetto, a cui sono stati attribuiti 1.078.887 di euro, è Sabrina Arena, responsabile del laboratorio di Transnational cancer genetics dell’Irccs di Candiolo. 

“Ogni anno in Italia si registrano oltre 41mila nuovi casi di tumore alla prostata, pari al 20% delle neoplasie maschili. Inizialmente curabili, sviluppano col tempo una resistenza alle terapie convenzionali”, spiega Arena. “È proprio per spezzare questo meccanismo che nasce Metapro, attraverso tre diverse strategie”, aggiunge la ricercatrice. 

Tre strategie contro il tumore alla prostata

Anzitutto “mappare la resistenza, cioè decifrare i meccanismi molecolari e metabolici che permettono al tumore di ‘sfuggire ai farmaci’. Quindi utilizzare la farmacogenomica per individuare combinazioni di farmaci che, agendo insieme su specifiche debolezza del Dna tumorale, distruggono le cellule cancerose in modo chirurgico. 

Infine – conclude Arena – testare queste strategie su modelli ultra-precisi, per garantire che i risultati della ricerca si traducano rapidamente in benefici per il paziente”. Obiettivi che saranno perseguiti ricorrendo agli organoidi, una delle tecnologie più avanzate a disposizione dell’Ircss di Candiolo.

Il ruolo degli organoidi 

“Si tratta di veri e propri ‘avatar’ del paziente: mini-tumori coltivati in laboratorio, che replicano in modo fedele le caratteristiche del cancro originale, permettendo di testare le cure in un ambiente sicuro e altamente predittivo”, chiarisce Anna Sabino, direttore scientifico dell’Istituto piemontese. 

“Il finanziamento di Metapro – conclude Salvatore Nieddu, direttore generale dell’Irccs di Candiolo – è un riconoscimento alla nostra capacità di fare innovazione. Grazie al sostegno del ministero della Salute e alla collaborazione internazionale, potremo offrire nuove speranze ai pazienti con forme avanzate di tumore, portando al medicina di precisione direttamente al letto del malato”. 

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