La Lombardia guida la classifica italiana delle ricostruzioni mammarie con 10.776 interventi dall’1 agosto 2023 al 31 dicembre 2025), seguita da Veneto (4.283 operazioni nello stesso periodo) e Lazio (4.023). Particolarmente esiguo, invece, il numero delle ricostruzioni effettuate in Molise e in Valle d’Aosta: in questi casi le pazienti si sono spostate in altre regioni per sottoporsi a questo tipo di procedure chirurgiche.
Ad analizzare alcuni dei numeri del Rapporto 2025 del Registro nazionale degli Impianti Protesici Mammari, che raccoglie i dati del periodo 1 agosto 2023 – 31 dicembre 2025, è Franco Bassetto, presidente della Società italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva – rigenerativa ed Estetica (Sicpre). “I dati del Rapporto evidenziano che, in ambito ricostruttivo, nel 71,1% dei casi l’impianto è stato posizionato a seguito di una diagnosi di tumore: nel 67,8% dopo una mastectomia radicale con risparmio di cute e capezzolo”, puntualizza Bassetto, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Plastica dell’Azienda Ospedale Università di Padova.
“Il Registro italiano – evidenzia l’esperto – è un sistema unico al mondo per imparzialità e completezza dei dati raccolti. E i dati sono fondamentali per prendere le decisioni più corrette per la salute dei pazienti”.
Tempi e durata della protesi
C’è poi un altro dato da non sottovalutare. “La protesi è stata impiantata in immediato nel 61% dei casi, un aspetto importante per la qualità della vita della paziente, che esce dalla sala operatoria, dopo l’intervento demolitivo, già ricostruita”, rileva il chirurgo.
Il tumore del seno non esaurisce però l’ambito ricostruttivo. “I dati ci dicono che nel 14,2% dei casi l’intervento è stato eseguito per una diagnosi di malformazione mammaria, come il seno tuberoso. Per un altro 14% dei casi, la protesi è stata posizionata dopo mastectomie profilattiche, per abbassare il rischio di sviluppare un tumore in pazienti con genetica particolarmente sfavorevole e predisponente allo sviluppo di tumore al seno e ovaio”.
Per quanto riguarda l’età, le pazienti sottoposte a ricostruzione mammaria hanno in media 51,9 anni (50,7 anni per l’intervento primario, 54,0 anni per l’intervento di revisione).
Ma quanto ‘durano’ le protesi? La prognosi influisce sulla durata degli impianti, considerando l’impatto negativo della chemioterapia e della radioterapia, elemento che può suggerire il ricorso alla ricostruzione con tessuti della paziente (lembi peduncolati, microchirurgici ed eventualmente l’impiego del tessuto adiposo), precisano dalla Sicpre.

