C’è chi ha un volto liscio anche dopo gli anta e chi, invece, inizia presto a fare i conti con le rughe. Ma l’invecchiamento della pelle è scritto nel Dna? “Per tanto tempo abbiamo vissuto nella convinzione che il nostro destino fosse inciso nel codice genetico che, inesorabile, dettava il ritmo dello scorrere del tempo. Oggi sappiamo che l’invecchiamento cutaneo è il risultato dell’interazione di due processi”. Parola della farmacista cosmetologa Myriam Mazza, che con LaSalute di LaPresse analizza i 7 ‘nemici’ della giovinezza della pelle e spiega come contrastarli grazie alla cosmetica epigenetica.
Il primo processo chiave per l’invecchiamento è fisiologico e inevitabile, “strettamente legato al trascorrere del tempo e a fattori endogeni quali assetto ormonale e metabolismo. L’altro, il photoaging, è determinato dall’esposizione a fattori ambientali come le radiazioni ultraviolette, il fumo, l’inquinamento e le abitudini alimentari”, precisa l’esperta. E qui entra in gioco l’epigenetica.
Che cos’è l’epigenetica
“L’epigenetica rappresenta il sofisticato linguaggio attraverso cui l’organismo dialoga con l’ambiente: un sistema di regolazione molecolare che stabilisce quali geni vengono attivati o silenziati, senza modificare la sequenza del Dna.
Con il passare del tempo – avverte Mazza – si assiste a un fenomeno noto come drift epigenetico, cioè una progressiva perdita di precisione nei meccanismi che controllano l’espressione genica. Sebbene il drift sia un processo naturale, esistono alcuni fattori ambientali che possono premere sul pedale dell’acceleratore dell’invecchiamento”.
In che modo? “Ogni nostra azione, ciò che mangiamo, quanto dormiamo, come ci proteggiamo dal sole, lascia un’impronta invisibile nel grande libro della nostra vita, influenzandone non solo la durata, ma soprattutto qualità. Il tempo scorre per tutti, ma possiamo diventare parte attiva del processo attraverso le scelte che compiamo ogni giorno”.
I 7 fattori chiave per l’invecchiamento della pelle
Quali sono, allora, i nemici da temere e su cui possiamo agire? “La pelle è la nostra finestra sul mondo. Anche se spesso non ce ne accorgiamo, giorno dopo giorno è esposta a numerose aggressioni esterne che possono influenzare la velocità e l’efficienza dei meccanismi biologici alla base dell’invecchiamento cutaneo”, puntualizza la farmacista, analizzando i ‘nemici’ della giovinezza della pelle.
“L’esposizione ai raggi ultravioletti è riconosciuta come il principale driver del photoaging: favorisce la comparsa di rughe, la perdita di elasticità e la formazione di macchie cutanee, oltre a rappresentare un noto fattore di rischio oncologico. L’inquinamento atmosferico e il fumo di sigaretta – continua – provocano un aumento delle specie reattive dell’ossigeno, promuovendo la degradazione delle principali proteine strutturali della pelle come collagene ed elastina. Negli ultimi anni, la ricerca ha inoltre acceso i riflettori su fattori emergenti come la luce blu emessa dai dispositivi digitali, in grado di aumentare lo stress ossidativo cellulare, e su abitudini spesso sottovalutate, come lo stress cronico, una dieta povera di antiossidanti e la carenza di sonno”.
Non sottovalutiamo il ritmo circadiano: “La pelle possiede un proprio orologio biologico che regola la riparazione del Dna e il turnover cellulare. La mancanza di riposo ne riduce l’efficienza, indebolendo la funzione barriera e rallentando i processi di rigenerazione”.

Cosmetica epigenetica
La buona notizia è che la ricerca ha sviluppato soluzioni interessanti e innovative contro l’invecchiamento. “La cosmetica epigenetica rappresenta una vera rivoluzione. Non si tratta solo di attenuare i segni del tempo, ma di intervenire direttamente sui meccanismi che influenzano l’invecchiamento cutaneo”, puntualizza Mazza.
Tra gli ingredienti più studiati troviamo quelli di origine naturale, “come la curcumina, gli isoflavoni della soia, il resveratrolo, l’estratto di loto e di Ganoderma lucidum, capaci di modulare alcuni meccanismi epigenetici chiave come la metilazione del Dna e l’acetilazione degli istoni. I retinoidi – continua l’esperta – restano un pilastro della dermatologia, con evidenze crescenti che ne confermano la capacità di modulare l’espressione genica, favorendo la produzione di collagene e il rinnovamento cellulare”.
Come orientarsi tra le proposte in commercio? “Navigare nell’attuale panorama della cosmetica e della medicina estetica può sembrare un’impresa ardua. Il primo passo è distinguere ciò che è realmente valido da ciò che è solo una promessa commerciale. È fondamentale basarsi meno sui claim e più sulle evidenze scientifiche, privilegiando prodotti supportati da studi preclinici e clinici che ne dimostrino sicurezza, meccanismo d’azione ed efficacia”, raccomanda Mazza.
“In secondo luogo occorre valutare la concentrazione degli ingredienti. Non tutti gli estratti o le molecole funzionano se presenti in quantità insufficienti o in formulazioni che non ne garantiscono la stabilità. Infine, la scelta del prodotto deve sempre tenere conto del profilo specifico della pelle del paziente. Età, esposizione al sole, fattori ambientali e stile di vita influenzano la risposta ai trattamenti, rendendo indispensabile – conclude Mazza – un approccio personalizzato”.

