La brutta avventura dello schermidore Aldo Montano, finito in pronto soccorso a Roma per una reazione allergica dopo una cena al ristorante, torna a mettere in luce tutti i pericoli dell’allergia al latte. “Quella alla caseina è la più pericolosa. Non va confusa con l’intolleranza e non è un problema banale: occorre fare di più per proteggere la salute delle persone”. Parola di Vincenzo Patella, presidente della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (Siaaic) e direttore Uoc Medicina Interna dell’Azienda Sanitaria di Salerno, che analizza il fenomeno con LaSalute di LaPresse.
“Il latte ha tre proteine: caseina, betalattoglobulina e alfalattoalbumina. Le ultime due sono labili al calore e ai succhi gastrici e non fanno danni quanto la caseina, che invece è resistente al calore, ai succhi gastrici e alla cottura. E dà reazioni sistemiche. L’allergia al latte colpisce il 3% della popolazione adulta, mentre si arriva al 7% in quella pediatrica”.
Il caso di Aldo Montano
“Ancora una corsa in ospedale. Ancora adrenalina, paura, farmaci. Ancora una volta con la vita appesa a un filo. Sono allergico alla caseina. Non è un capriccio, non è una moda alimentare, non è un’intolleranza. È un’allergia potenzialmente mortale. Eppure è successo di nuovo. Durante una cena in un ristorante di Roma, dopo aver comunicato chiaramente la mia allergia, mi sono ritrovato a lottare per la vita“, ha scritto sui social l’ex schermidore, medaglia d’oro ai Giochi Olimpici. Questa volta è andata bene, ma Aldo Montano – dimesso dal Santo Spirito di Roma la mattina del 2 luglio, dopo essere stato curato dai sanitari – ha rischiato la vita.
La differenza tra intolleranza e allergia
Se molti ancora confondono intolleranza con allergia, la differenza è chiara: “Nell’intolleranza abbiamo piccole quantità e piccoli sintomi, grandi quantità e grandi sintomi. Mentre con l’allergia abbiamo piccole quantità e grandi reazioni – spiega Patella – Insomma, la quantità non è importante. Bastano delle tracce per innescare la risposta”. Che può essere mortale, come nel caso della ragazza di 15 anni morta a Ostia per shock anafilattico nell’aprile scorso.
La desensibilizzazione tra opportunità e sfide
Cosa fare per proteggersi dall’allergia al latte? “Nel caso della caseina, ma anche di una proteina dell’uovo resistente al calore, suggeriamo ai pazienti di fare la desensibilizzazione. Si tratta di una procedura che rende il soggetto un po’ più tollerante rispetto a tracce dell’alimento a cui è allergico. Il problema è che non tutti i centri italiani sono attrezzati e noi allergologi non siamo tantissimi. Insomma, sul territorio della Penisola non sono molti i centri in cui un soggetto allergico può fare la desensibilizzazione. La cosa più importante, una volta fatta la diagnosi e individuata la molecola cui si è sensibili, resta dotarsi di adrenalina pronto uso”.
L’adrenalina salvavita per gli allergici
Questo farmaco “è un salvavita: occorre che gli allergici lo abbiano sempre con sé. Eppure in alcuni territori non è sempre presente, o non è possibile avere le due dosi necessarie (se una non dovesse funzionare, occorre infatti avere con sè una ‘riserva’). Come Società scientifica stiamo insistendo: solo alcune Regioni si sono dotate della possibilità di fornire ai propri assistiti una doppia adrenalina, ma occorre fare di più”.
Il messaggio ai ristoratori
“Per quanto riguarda i ristoratori, esiste una disposizione europea relativa all’obbligo di riportare sul menù la presenza di 14 allergeni, dal latte all’uovo, passando per frumento e soia. Una disposizione recepita dall’Italia. Inoltre alcune Regioni come la Campania hanno obbligato i ristoranti a fornire un menù privo di allergeni, pena il ritiro della licenza. Insomma, è fondamentale una maggiore attenzione, anche a livello territoriale”.
La Siaaic oltretutto ha proposto dei corsi per i ristoratori, per favorire la cultura della sicurezza. La frequenza avrebbe permesso di “dotarsi di un ‘bollino arancione’ a garanzia del soggetto allergico. Un’iniziativa che non ha avuto purtroppo una grandissima adesione”, conclude con rammarico lo specialista. E i risultati si vedono.


