Sangue, donazioni in calo e urgenza di parlare ai giovani 

Sangue, donazioni in calo e urgenza di parlare ai giovani 

In calo le donazioni di sangue: serve una comunicazione che parli il linguaggio dei giovani

È un sistema che regge, quello della donazione di sangue in Italia, ma che mostra i primi segnali di fragilità. Nel 2025 la raccolta ha fatto segnare un -1,8% rispetto all’anno precedente, con 41,8 unità di sangue intero per mille abitanti, un valore comunque superiore alla soglia di autosufficienza fissata a 40 unità. 

I dati sulle donazioni di sangue

I dati dell’Osservatorio nazionale donazione sangue e plasma sono stati presentati alla Camera dei Deputati durante l’evento organizzato dall’associazione Donatorinati e a cura di Bistoncini Partners. “Il sistema oggi sta in piedi ma non è sufficiente: le istituzioni devono intervenire prima che arrivi l’emergenza”, osserva Enzo Amich, membro della IX Commissione della Camera.

Inversa invece la situazione del plasma, la cui raccolta cresce ma non raggiunge ancora l’autosufficienza. “Nel 2025 è stato stabilito un nuovo record con quasi 920mila tonnellate raccolte”, informa Emanuele Di Faustino, responsabile industria, retail e servizi di Nomisma. Ma la mancata autosufficienza “ci rende dipendenti dall’estero e genera criticità nella produzione di farmaci plasmaderivati”.

La platea di donatori di sangue in Italia rimane comunque abbastanza ampia, con 1,67 milioni di donatori. “Una platea che nel 2024 è cresciuta dell’1% rispetto all’anno precedente”, aggiunge Di Faustino. Non mancano però aspetti da migliorare: solo un donatore su tre è donna e dona il sangue appena il 12% degli under 25. 

Sangue, donazioni in calo e urgenza di parlare ai giovani 

L’importanza di parlare ai giovani

“Dobbiamo costruire una nuova cultura della donazione, che parli il linguaggio delle nuove generazioni”, suggerisce Amich. “Donare sangue e plasma non va percepito come un gesto straordinario, ma come un gesto naturale e di comunità”. 

Per Maria Stigliano, direttrice del centro trasfusionale Asl Roma 1, la ricetta è “una più stretta collaborazione tra le associazioni e i centri trasfusionali”. E poi una comunicazione che “sfrutti di più la tv pubblica e i canali social”.

L’altra faccia della medaglia è una popolazione che invecchia e un bacino di potenziali donatori che giocoforza si restringe (-4% nell’ultimo decennio). In Italia, infatti, la donazione è possibile fino a 65 anni. E nel 2050 gli over 65 costituiranno il 35% della popolazione.  

Per questo Elisa Pirro, presidente dell’Intergruppo parlamentare donazione e trapianto organi, tessuti e cellule, suggerisce in futuro di “estendere l’età della donazione, se gli studi scientifici dovessero corroborare la validità di questa proposta”. 

“Un donatore è tenace e ottimista per definizione – dice in conclusione Claudio Saltari, presidente di Donatorinati – non molla e ha fiducia nel futuro. Fare cultura del dono vuol dire trasformare i donatori in ambasciatori sui territori”. 

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