Con l’arrivo della primavera – almeno sul calendario – torna la minaccia gastroenterite. “In questi giorni stiamo osservando un aumento dei casi di forme virali, in particolare da norovirus, che è il principale responsabile di episodi di vomito e diarrea improvvisi. Si tratta di un virus molto contagioso, che si trasmette facilmente soprattutto in ambienti chiusi e nelle famiglie”, segnala a LaSalute di LaPresse il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva all’Università degli Studi di Milano.
Stando alle stime il malanno ha colpito “circa 120mila italiani in una settimana”.
Quanto dura la gastroenterite di primavera
“Nella maggior parte dei casi la malattia è autolimitante – spiega Pregliasco – e si risolve in 24–72 ore. Tuttavia il soggetto rimane contagioso non solo durante i sintomi, ma anche per circa 48 ore dopo la loro scomparsa, quindi è importante fare attenzione all’igiene anche quando ci si sente meglio”.
Abbiamo parlato di stime. “Questo perché non abbiamo numeri precisi in tempo reale, ma è un fenomeno stagionale ben noto, con picchi e discese. In queste fasi si osservano spesso piccoli focolai familiari o comunitari”.
Mangiare in bianco funziona?
Dal punto di vista pratico, “la gestione è semplice: la priorità è l’idratazione, soprattutto nei soggetti fragili”, dice l’esperto. “Il cosiddetto ‘mangiare in bianco’ può aiutare perché prevede alimenti leggeri e facilmente digeribili, ma non è una terapia in senso stretto: è un supporto”, ricorda Pregliasco. Inoltre il lavaggio accurato delle mani con acqua e sapone è molto più efficace dei gel idroalcolici contro questi virus.
Chi rischia di più
Insomma, la gastroenterite è debilitante, ma in genere si risolve da sé. “Bisogna invece prestare maggiore attenzione nei bambini piccoli, negli anziani e nei soggetti fragili, dove il rischio principale è la disidratazione e dove può essere utile una valutazione medica”, conclude Pregliasco.

